
Catanzaro - “Quando parliamo di Livelli essenziali delle prestazioni sociali parliamo di tre obiettivi fondamentali: garantire i diritti, costruire il welfare e rafforzare i territori”: con queste parole l’assessore al Welfare della Regione Calabria, Pasqualina Straface, ha aperto, questa mattina, presso la sala Verde della Cittadella regionale, la giornata di approfondimento dedicata ai Leps, svolta in collaborazione con l’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle modalità di attuazione dei Leps e sugli strumenti necessari a garantire diritti e prestazioni uniformi ai cittadini, superando le disuguaglianze territoriali e rafforzando la capacità di risposta dei servizi sociali.
“Garantire i diritti – ha dichiarato l’assessore Straface – significa mettere ogni cittadino, indipendentemente dal luogo della Calabria in cui vive, nelle condizioni di accedere a servizi certi, esigibili e soprattutto di qualità. Costruire il welfare significa investire nelle relazioni, nella programmazione, nelle competenze e nella collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Rafforzare i territori significa fare in modo che le persone possano trovare, nei propri Ambiti territoriali sociali, sportelli, operatori e percorsi concreti di presa in carico”.
Al centro della giornata tre ambiti fondamentali dei Leps: le dimissioni protette, il pronto intervento sociale e la supervisione professionale degli operatori, strumenti essenziali per assicurare continuità assistenziale, risposte tempestive alle situazioni di emergenza e qualità degli interventi.
“Le dimissioni protette – ha sottolineato l’assessore Straface – rappresentano un passaggio decisivo per la tutela delle persone fragili. Un anziano che lascia l’ospedale per tornare in famiglia o essere accolto in una struttura deve poter contare sulla continuità dell’assistenza, attraverso un raccordo efficace tra sistema sanitario, servizi sociali e territorio. Allo stesso modo, il pronto intervento sociale deve garantire risposte immediate a chi vive situazioni di grave vulnerabilità: dalle persone senza dimora alle donne costrette ad abbandonare la propria abitazione, fino ai minori in condizioni di fragilità. Ci sono emergenze che non possono aspettare. Una comunità si qualifica per la capacità di prendersi cura delle persone e di non lasciare indietro nessuno”.

Un’attenzione particolare è stata rivolta anche alla supervisione professionale degli assistenti sociali. “Chi quotidianamente si prende cura delle persone e si confronta con la sofferenza e le fragilità – ha aggiunto l’assessore – deve poter disporre di adeguati strumenti di sostegno, confronto e riflessione professionale. Tutelare e valorizzare il lavoro degli operatori significa anche migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini”.
La piena attuazione dei Leps costituisce uno degli assi portanti del nuovo Piano regionale degli interventi sociali 2027-2029, attualmente in fase di costruzione attraverso il coinvolgimento degli Ambiti territoriali sociali, degli enti locali, delle Aziende sanitarie e del Terzo settore.
L’obiettivo della Regione Calabria è definire standard di assistenza omogenei, superare la frammentazione degli interventi e accompagnare il passaggio da un modello prevalentemente basato sull’erogazione di contributi a un sistema di presa in carico integrata della persona.
I lavori della giornata sono stati introdotti dalla presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria, Sonia Bruzzese, e moderati da Mario Gatto, funzionario del Dipartimento per l’Inclusione sociale, la Sussidiarietà e il Welfare di comunità della Regione Calabria, e da Alessandra Mesoraca dell’Ordine degli Assistenti sociali.
L’approfondimento si è articolato in tre panel tematici dedicati ai singoli Leps, durante i quali sono state analizzate criticità applicative, esperienze territoriali e proposte operative, successivamente condivise in sessione plenaria. Un percorso di confronto finalizzato a individuare soluzioni concrete e a rafforzare il coordinamento tra istituzioni e professionisti del sistema sociale calabrese.
L’evento, accreditato dall’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria, riconosce 5 crediti formativi, di cui 2 deontologici. A margine dell’iniziativa, l’assessore Straface ha tracciato anche un bilancio del lavoro svolto dalla Regione Calabria per il recupero delle risorse destinate alle politiche sociali.
“Dal momento del mio insediamento – ha spiegato l’assessore – grazie al lavoro portato avanti dal dipartimento regionale, insieme agli Ambiti territoriali sociali, siamo riusciti a sbloccare tre annualità di risorse. Un risultato che non riguarda soltanto le rendicontazioni, ma anche il rafforzamento delle attività di monitoraggio e controllo sull’effettivo utilizzo di tali somme”.
“Abbiamo sbloccato – ha proseguito – 50 milioni di euro sul Fondo nazionale per le non autosufficienze e altri 50 milioni sul Fondo nazionale per le politiche sociali. Un risultato particolarmente significativo riguarda anche il programma Dopo di Noi, per il quale ci trovavamo nella condizione di dover restituire tre milioni di euro al Ministero. Oggi, invece, grazie al lavoro di recupero e riallineamento amministrativo, il Ministero destinerà alla Calabria sette milioni di euro, risorse fondamentali per sostenere percorsi di autonomia, inclusione sociale e qualità della vita delle persone con disabilità”. “ Vogliamo – ha concluso l’assessore Straface- che ogni euro destinato al welfare si traduca in servizi, opportunità e risposte concrete per i cittadini calabresi”.
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