
Lamezia Terme – “Attendiamo ancora i dati ufficiali ma l’ultimo bilancio della Sacal potrebbe chiudere in pareggio se non addirittura in attivo. Questo sia grazie al recupero ottenuto con Sacal Gh sotto mia gestione per 6 mesi, sia grazie all’incremento per le tariffe aeroportuali. Dati che fanno ben sperare anche per la possibilità di realizzare il nuovo terminal e ai fini del miglioramento del rating della Sacal, tutte cose però, che non vengono incentivate dall’attuale gestione”. Queste le considerazioni di Manlio Guadagnuolo, l’ex rappresentante del Comune nella società e anche ex amministratore unico di Sacal Gh, (revocato a seguito dello scioglimento del consiglio comunale), invitato al tavolo dei relatori su un convegno con al centro lo scalo aeroportuale lametino.
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Un’analisi a tutto tondo quella fatta questo pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Lamezia dal Comitato 4 Gennaio 2018 con presidente Basilio Perugini, che per l’occasione è stato affiancato da Nello Sofi, Massimo Sdanganelli, Marco Cerminara sempre del Comitato, e da Franco Cimino, componente in passato della Sacal. A moderare l’incontro la giornalista Maria Scaramuzzino e a fare gli onori di casa, uno dei tre componenti della terna commissariale, il dottor Fusaro.
Nuovo Cda con importanti quote di due imprenditori lametini, nuovi rappresentanti di Provincia, Regione e Comune di Lamezia, e tutte le deleghe di gestione conferite al presidente Arturo De Felice eletto all’unanimità dopo il terremoto che l’operazione Eumenidi ha scatenato, azzerando i precedenti vertici.
La Sacal attuale non convince i rappresentanti del Comitato, che in un’assemblea pubblica hanno voluto rimarcare le proprie perplessità, soprattutto alla luce dell’acquisizione degli aeroporti di Reggio e Crotone, giunti al fallimento delle rispettive società. Il Comitato si chiede a questo punto se lo scalo lametino possa essere visto come una vera e propria risorsa futura, non tralasciando l’incognita sul progetto fermo della nuova aerostazione.
“Sull’aerostazione – ha affermato ancora Guadagnuolo – mi permisi di riportare in Cda che vi erano ancora dei finanziamenti Cipe non utilizzati e mi fu risposto che interloquire con il Ministero a Roma non spettava a me ma al Presidente, solo che da allora non vi fu alcun seguito. Evidentemente – ha proseguito - l’aeroporto di Lamezia non è mai stata priorità dell’attuale gestione. Nei mesi di mia competenza dal 1 luglio al 31 dicembre, il bilancio di Sacal Gh era in pareggio e sarebbe passata in attivo se il presidente De Felice avesse accettato la mia proposta di ridurre il valore dei contratti di service tra Sacal e Sacal Gh”.

Poi una considerazione sull’importanza strategica che lo scalo lametino potrebbe avere con la nuova aerostazione e la speranza che si possa mettere al sicuro la posizione dei lavoratori. “Mi permetto infine di aggiungere – ha concluso Guadagnuolo nel suo intervento – che inoltre il potenziamento ferroviario tra Lamezia e Germaneto che coinvolge anche l’aeroporto, annunciato qualche giorno fa, non mi sembra esaustivo ai fini dell’accoglienza di traffico, anzi potrebbe creare un effetto negativo proprio perché non in grado di accogliere, come da certificazione Enac, un'ulteriore movimentazione di passeggeri”.
Basilio Perugini: “Le forze politiche si facciano portavoce del grido che lanciamo”
Basilio Perugini, presidente del Comitato 4 Gennaio 2018, mette sul piatto tutti gli aspetti che non convincono: “Qui non si vuole criticare una sola persona o fare processo alcuno – ha voluto chiarire - ma i problemi della Sacal sono noti a tutti: l’aver spogliato il consiglio d’amministrazione attribuendo i poteri ad una sola persona, i finanziamenti che si potrebbero perdere sulla nuova aerostazione e l’aver assunto l’acquisizione degli altri due aeroporti con gestione fallimentare. Per far resuscitare due morti, si rischia di togliere le medicine ad un malato che potrebbe guarire. Il Comitato si augura – ha infine concluso – che le forze politiche si facciano portavoce di questo grido che lanciamo, ma deve capirlo anche tutta la città”.
Alessandra Renda

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