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papasso_gianni-02182017-124513.jpgCassano all'Ionio (Cosenza) - Persone non identificate, la notte scorsa, nel cimitero di Cassano allo Jonio, hanno imbrattato la lapide posta sulla tomba del padre del sindaco della città, Gianni Papasso. Sull'atto vandalico hanno avviato indagini i carabinieri della locale Tenenza. "Si tratta di un atto - afferma Papasso - che si descrive da solo. Hanno inteso turbare la pace di mio padre. Nemmeno i morti possono più riposare in pace. Il gesto è sicuramente da ascrivere alla mia attività amministrativa che, evidentemente, dà fastidio a qualcuno.

A Cassano, oramai, si è creato un clima d'odio che viene alimentato da tempo e che è sfociato nell'interrogazione del senatore Morra. Oggi si è arrivati a imbrattare la lapide di mio padre". "Una situazione che, in queste ore - prosegue Papasso - mi sta facendo meditare se abbandonare la mia carica o continuare a servire Cassano e continuare a oppormi al malaffare e all'illegalità. Una cosa mi fa stare veramente male ed è quella di sentirmi abbandonato da alcuni pezzi dello Stato e constatare che vi sono delle forze che vogliono delegittimarmi".

Intanto, il Consiglio delle autonomie locali della Calabria, che questa mattina avrebbe dovuto procedere all'elezione del suo presidente, ha rinviato per quanto accaduto,  i propri lavori. Il Consiglio delle autonomie locali, che sara' riconvocato nel piu' breve tempo possibile, manifesta "sdegno per l'ennesimo inquietante episodio che ha riguardato un amministratore locale calabrese; esprime ferma condanna per il vile atto intimidatorio e rivolge esprime piena solidarieta' e vicinanza al sindaco Papasso". 

REAZIONI

Nencini (Psi): "Papasso persona perbene"

"Lo abbiamo sostenuto nella sua prima campagna elettorale e anche alla seconda. Non solo per il programma credibile che ha proposto, ma perché Gianni è una persona perbene". E' quanto afferma Riccardo Nencini, segretario del Psi, dopo che la notte scorsa, persone non identificate, nel cimitero di Cassano allo Jonio, hanno imbrattato la lapide posta sulla tomba del padre del sindaco socialista della città, Gianni Papasso. Appena appresa la notizia dell'atto vandalico, Nencini ha telefonato al sindaco di Cassano allo Jonio per esprimergli la propria "vicinanza e la solidarietà di tutto il Psi". "Mi appello alle ragazze e ai ragazzi, alle donne e agli uomini della Calabria - ha proseguito Nencini - perché gli stiano vicini in un momento così delicato. Come sostiene la Bibbia, bisogna stare vicino alle persone nei momenti di dolore prima ancora che in quelli di gioia. Agli atti vili bisogna rispondere con gli strumenti della libertà. Siamo tutti Gianni Papasso".

Magorno e Bossio: "Atto grave"

"L'intimidazione rivolta a Giovanni Papasso e' un atto tanto grave per la sua intrinseca violenza quanto assai eloquente per il messaggio che intende trasmettere. Di fronte ad una minaccia di questo tipo, sarebbe doloso ridimensionare l'accaduto o sottovalutarlo". Lo sostengono, in una nota, i deputati del Pd Ernesto Magorno ed Enza Bruno Bossio, componenti della Commissione antimafia. "É evidente - aggiungono - che si vuole colpire l'attività dell'Amministrazione comunale guidata da Giovanni Papasso. Tale minaccia é la manifestazione esplicita di una reazione di quelle forze che non tollerano a Cassano una direzione del Comune improntata al principio della trasparenza e della legalità.

É la reazione di chi intende ostacolare e avversare l'opera antimafia di Giovanni Papasso. É grave, inoltre, che tutto ciò possa essere alimentato da un clima generato da una lotta di potere strumentale e distorcente, condotta dal Movimento 5 Stelle, che rischia di dare oggettivamente copertura ad interessi illegali e all'azione della mafia. A Papasso esprimiamo la nostra piena solidarietà". "Siamo certi - dicono ancora Magorno e Bruno Bossio - che egli ha già ampiamente dimostrato coerenza e coraggio tali per non cedere a intimidazioni e minacce. Diciamo, però, che non va lasciato cadere l'appello che lo stesso Papasso ha lanciato: gli organi dello Stato preposti dovranno essere fortemente impegnati non soltanto a far luce sul grave episodio di violenza ma anche e soprattutto a tutelare e garantire l'esposizione di un sindaco fortemente impegnato a difendere legalità e democrazia in un territorio ad alta densità mafiosa. Anche per questo assumeremo ogni utile ed efficace iniziativa affinché la stessa Commissione Parlamentare Antimafia intervenga attivamente sulla vicenda". 

Vescovo Cassano all'Ionio: "Atto ignobile"

"É stato un atto ignobile quello perpetrato ai danni della lapide della tomba del papà del sindaco di Cassano allo Jonio, Gianni Papasso. A lui e alla sua famiglia esprimo la solidarietà mia personale e dell'intera Diocesi". Lo afferma, in una nota, il Vescovo di Cassano allo Jonio, mons. Francesco Savino. "Ferma è la condanna - aggiunge - per il gesto deplorevole e particolarmente irriguardoso della memoria dei defunti. Nella preghiera e nell'impegno civile continuiamo a dire no a stili che non appartengono minimamente all'antica civiltà del popolo cassanese". "Fiduciosi nell'azione di salvaguardia e tutela del territorio da parte della magistratura e delle forze dell'ordine - conclude mons. Savino - auspichiamo che si possa perseguire la costruzione della pace per il bene comune". 

Corbelli: "In poazza per Papasso e contro le mafie"

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, condanna duramente "il vile gesto di intimidazione(la lapide, del padre del sindaco, imbrattata)" ed esprime "la sua vicinanza e la sua solidarieta' al sindaco di Cassano, Gianni Papasso". Corbelli invita Papasso "a continuare il suo impegno antimafia e di legalita'", che nessuno potra' mai condizionare e sporcare(come qualche sprovveduto miracolato ha cercato di fare!), e auspica "che lo Stato non lasci solo questo coraggioso primo cittadino e la sua Amministrazione, quotidianamente impegnati in una realta' assai difficile e problematica, con una forte presenza mafiosa che si cerca di combattere con il rispetto della legge e della legalita', afferma Corbelli. Se cede Cassano e' la resa alla mafia! Vorrei che questo fosse chiaro a tutti. E' in gioco la democrazia e la legalita'. Il sindaco, il amico Papasso, e' un simbolo antimafia. Per questo lui e la sua amministrazione vanno sostenuti. Per difendere un presidio di democrazia, giustizia legalita'. Sono molto legato a Cassano, ai paesi e alla storia millenaria della Sibaritide.

Mi sono sempre battuto per l'istituzione della Provincia e per l'aeroporto della Sibaritide. Addirittura oltre 20 anni fa, nel 1995, insieme a Sgarbi e Mario Caligiuri lanciammo, da Soveria Mannelli, nel corso di una manifestazione popolare, con migliaia di persone presenti, l'idea di fare di Sibari la Capitale della Magna Grecia. Cosi' come, e' noto, mi sono strenuamente battuto per anni per salvare il piccolo Coco' Campolongo, ucciso e bruciato, tre anni fa, insieme al nonno e ad una giovane ragazza marocchina. Durante le ultime elezioni comunali sono stato invitato a Cassano e ho partecipato ben volentieri alla campagna elettorale parlando per qualche minuto in piazza, accanto a Papasso e ai suoi candidati, invitando i cassanesi a sostenere questo sindaco onesto e coraggioso. Oggi dopo il vile gesto che ha subito - conclude Corbelli - gli rinnovo tutta la mia stima e amicizia e lo invito a promuovere, in piazza, una grande manifestazione popolare per la legalita' e contro tutte le mafie, a cui sarei felice di partecipare per testimoniare anche in questa significativa occasione la mia vicinanza, la mia solidarieta', la mia stima al sindaco Papasso, alla sua Amministrazione, al Consiglio comunale e a tutta la gente onesta di Cassano".

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