
Gizzeria - “Sono nata a Lamezia ma da un po’ di tempo abito in Alto Adige. Vengo sempre qui in vacanza perché ho due bambine e vorrei che le mie figlie conoscessero le loro origini”. Sembrerebbe una storia come tante ma queste sono le parole di una mamma, che ha voluto raccontare le difficoltà che incontra nelle sue vacanze a Gizzeria Lido. Una delle figlie, la primogenita, è affetta da una malattia genetica molto rara, la sindrome di Pitt Hopkins caratterizzata anche da ritardi motori. “In Calabria c’è solo lei e anche in Alto Adige” sottolinea per specificare la particolare diversità di cui la sua bimba è portatrice. “Più passano gli anni e più incontro disagi nelle nostre estati” dice, svelando quindi quanto possa essere complicato per una persona affetta da una malattia rara vivere a pieno le proprie vacanze e godere, come tutti gli altri, della spiaggia e del mare. Alla base di questi disagi, ad esempio, gli spostamenti in auto. Per spiegare meglio la situazione la mamma racconta una delle ultime esperienze avute. Qualche giorno fa si era recata a Gizzeria per una festa e oltre alla “mancanza di adeguata segnaletiche orizzontali e verticali a indicare la presenza di parcheggi adibiti ai disabili” si è ritrovata, “le rampe d’accesso occupate da auto posteggiate”. La donna, alla guida di un furgone che le serve per trasportare tutta l’attrezzatura, racconta dei disagi che spesso si trova ad affrontare per far godere la sua bimba di un po' di svago. Non mancano nel suo toccante racconto gli episodi di ordinaria inciviltà, con parcheggi in doppia o terza fila, con auto che possono ostruire il passaggio del van. Ma ciò che per una persona normodotata appare come un disguido superabile, per lei e la sua bimba il quadro si complica e gli ostacoli appaiono insormontabili.
Anche l'accesso in spiaggia presenta delle difficoltà, dal momento che le pedane non coprono l'intero tragitto fino alla battigia. La donna racconta di aver segnalato la cosa due anni fa all'amministrazione comunale, che proprio in seguito all'indicazione della mamma ha installato le pedane ma l'intervento non ha evidentemente risolto il problema. “In teoria se fai una pedana per i disabili - racconta ancora la signora - anche i parcheggi riservati potrebbero essere previsti più nelle vicinanze". Il senso del racconto, dunque, è quello di voler sensibilizzare tutti - dal Comune ai cittadini - affinché tengano nella dovuta considerazione nei gesti e nelle scelte quotidiani le esigenze di chi come la figlia ha una vita segnata da un'importata malattia ma ha eguale diritto a vivere a pieno la propria vacanza.
“Se non ho due o tre persone che escono con me non riusciamo a muoverci. Ma se non vengo qua in vacanza dove vado?”. Si chiede, infine, questa mamma forte e coraggiosa il cui unico desiderio è che la sua bimba speciale possa continuare a trascorrere l’estate nella sua terra d’origine.

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