
Lamezia Terme – Un dialogo tra istituzioni, sanità, arte e associazioni per promuovere la salute e il benessere attraverso i linguaggi della cultura. Questo l’obiettivo del Welfare Culturale promosso dal Comune di Lamezia Terme, nuovo sistema di integrazione in grado di unire salute e politiche sociali, bellezze del territorio e arte, grazie alla collaborazione trasversale, per l’appunto, tra sanità, mondo della cultura e associazionismo. L’iniziativa, fortemente voluta dall’assessore con delega alla Cultura, Benessere e Salute, Annalisa Spinelli, e inserita nelle attività della campagna di prevenzione “Ottobre Rosa”, dedicata alla sensibilizzazione e alla lotta contro i tumori femminili, è stata illustrata questo pomeriggio al Chiostro di Lamezia Terme, nel corso dell'evento “La cultura che cura – storie, prevenzione e patrimonio in rosa”.
“L’idea era quella di creare un welfare culturale capace di permettere alle persone di beneficiare di una forma di terapia alternativa – dichiara Spinelli nel presentare il progetto – e per farlo era necessario stringere un’alleanza forte con chi opera, in primis, nel terzo settore. Una terapia rappresentata dalla cultura in tutte le sue espressioni e il nostro obiettivo è quello di distinguerci, rendendoci promotori di un’iniziativa pilota che in Calabria possa incoraggiare l’integrazione tra medicina e cultura fino a portare alla prescrizione sociale. I nostri medici non dovranno prescrivere solo farmaci ma, nel momento in cui verrà riconosciuto, in maniera scientifica, che dedicarsi ad attività culturali ha dei benefici concreti, potrà prescrivere anche una visita al museo, per citarne una. Viviamo in una città particolarmente attiva sotto questo aspetto e tutte le persone coinvolte nel progetto, in realtà, sono già dei potenziali terapeuti. Possiamo esserlo tutti, ma ancora non lo sappiamo. Basta rovesciare il paradigma”.
Uno dei punti di partenza del progetto riguarda anche il ruolo della Biblioteca comunale e dal Museo Archeologico Lametino, rappresentato da Simona Bruni: “Io rappresento un’istituzione culturale che ormai non può più star ferma – esordisce la direttrice – non può più dimenticare che è in atto una trasformazione. Un museo è un luogo di tutela, un luogo in cui si conserva, si custodisce, ma non è solo quello. Ormai è anche uno spazio di dibattito, uno spazio sociale, un istituto che può democratizzare, ovvero dar vita a momenti che possono essere uno spazio fra le cure. Dobbiamo avere una strutturazione del servizio all’interno della cura: non più soltanto uno spazio di socialità e di comunità, ma anche di aiuto, di supporto psicologico. E noi crediamo fermamente nelle linee guida di questo welfare culturale, partito, tra l’altro, è bene ricordarlo, da uno studio dell’OMS sui grandi benefici della musicoterapia, della lettura, dei laboratori d’arte e tante altre attività”.
Una forma di terapia alternativa sperimentata con successo anche dai più piccoli, come testimoniato dalla direttrice del Dipartimento Materno Infantile, Mimma Caloiero: “Tutte le campagne, secondo me, devono iniziare molto precocemente, anzitutto dai bambini. Bambini che possono essere anche dei vettori nelle loro famiglie. Una peculiarità della nostra struttura, ad esempio, è la presenza di una biblioteca, creata grazie a donazioni annuali della Giunti. Chiunque va nei centri commerciali di Catanzaro ha la possibilità di donare un libro in pediatria e scrivere un pensiero dedicato a un bimbo. Nel nostro reparto, comunque, ci sono svariate attività di volontariato e ci tenevo a ringraziare tutta la città di Lamezia per la grande attenzione rivolta verso i nostri bambini”.

Tra i partner del progetto, anche l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro: “Oggi è facile parlare di Welfare Culturale e di un patrimonio che si apre alla comunità – afferma il Presidente Stefania Mancuso – ma vent’anni fa, quando scrissi il mio primo librosull’argomento, si faceva una gran fatica a comprendere che il patrimonio culturale fosse un patrimonio di tutti. Si riteneva fosse qualcosa di prezioso, appannaggio degli specialisti, degli esperti. Ma lo è soltanto nel momento in cui tutti noi saremo in grado di conservarlo e promuoverne il valore alle future generazioni. Altrove lo hanno capito da tempo, come in Portogallo, con la convenzione di Faro, che pone al centro due aspetti fondamentali: il valore insito all’interno del patrimonio culturale e, soprattutto, la creazione delle comunità di patrimonio. E quest’ultimo aspetto, secondo me, è fondamentale: bisogna solo capire quanto sia importante la collettività per valorizzare il patrimonio culturale”:
All’interno delle iniziative per l’ “Ottobre Rosa”, anche la “Walk For The Cure” targata Komen Italia, illustrata dalla Referente per la Calabria, Francesca Graziano, già promotrice, un anno fa, del monumentale “Villaggio della Salute” al Parco Peppino Impastato: “La Komen è un po’ pioniera per quanto riguarda il progetto di unione tra sport, cultura e prevenzione, non a caso siamo già alla quarta edizione dell’iniziativa “La prevenzione è il nostro capolavoro”, grazie alla quale varie città hanno avuto la possibilità di avere questa sorta di “Villaggio della Prevenzione”. Lo scorso anno, Lamezia Terme è stata l’unica città non provincia in Italia a beneficiarne e di questo siamo molto orgogliosi. Quest’anno sarà a Reggio Calabria, ma Lamezia sarà comunque presente, il 25 ottobre, con la classica “Walk For The Cure”, la nostra camminata che tingerà, per la prima volta, la città di rosa. Abbiamo deciso di espanderci e non limitarci al Parco Impastato, così, grazie anche all’associazione San Teodoro, avremo modo di conoscere le zone di San Teodoro, proprio perché il nostro obiettivo è quello di sposare la prevenzione alla cultura”.
A testimoniare la centralità e la forza sistemica dell'iniziativa, poi, la presenza dei rappresentanti delle istituzioni partner: il Presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale della Calabria, Emanuele Ionà; il Sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone; il Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, Maria Mariani e alcuni esponenti del tessuto associativo lametino (Silvana Sacco per ANTEAS Lamezia, Luigina Pileggi per SOROPTIMIST Lamezia, Teresa Notte per FIDAPA BPW e Silvia Gulisano per ANDE Lamezia). La dimensione artistica ed emotiva dell'incontro, invece, ha vissuto un momento di profonda intensità con la partecipazione di Sabrina Pugliese, attrice e direttrice artistica del circolo Caudex lametino, che ha curato la lettura di brani scelti dai diari di Igor Colombo, recentemente scomparso a causa di una malattia oncologica.
Francesco Sacco

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