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Conflenti - Nel loro sguardo la profondità di chi ha avuto una vita difficile, nel loro sorriso la felicità di chi ce l’ha fatta. Sono i ragazzi delle ‘Fazenda da Esperança’, un progetto nato in Brasile nel 1983 dall’intuizione di un giovane, Nelson Giovanelli, che voleva fare qualcosa per alcuni ragazzi che si drogavano nel suo quartiere. Accolto da un frate francescano tedesco, Fra Hans Stapel, è sorta così questa comunità dove il vangelo rappresenta la medicina e la via di uscita per guarire le ferite dell’animo e costruire un personale progetto di vita attraverso la riscoperta della dignità e dei valori sani. Oggi nel mondo esistono più di 111 comunità mentre in Italia ce ne sono tre: una in Puglia, una maschile a Lamezia Terme e una femminile a Conflenti. Luisa, Melissa, Catarina e Valeria sono le ragazze della Fazenda da Esperança - Rifugio Santa Maria della Bellezza nata nel luglio 2015 in località Querciuola, a Conflenti, a pochi passi dal Monastero delle clarisse e dalla chiesetta dell’apparizione.

Abbiamo incontrato Luisa che ci ha accolto nella Fazenda, presentato le altre ragazze, raccontato le loro storie, il loro stile di vita lontano dalla frenesia della quotidianità. Lei ha 31 anni ed è nata in Guaratinguetá - São Paulo (Brasile), è la responsabile della Fazenda dove vive insieme ad un’altra ragazza brasiliana, una tedesca e un’italiana. “Melissa, la brasiliana, è una volontaria. È venuta qui tramite la sua università aderendo a un progetto con la Fazenda. È venuta per vivere con noi, fare un’esperienza diversa e imparare l’italiano. Catarina, la tedesca, ha vissuto per nove anni in Brasile in una fazenda e adesso è qui con noi. Ha avuto un passato molto difficile ma ora è una volontaria. Poi c’è Valeria, italiana, nata a Napoli. Lei non ha la famiglia. È stata per un periodo a Bergamo e ha vissuto anche per strada, arrivata in Germania ha conosciuto un sacerdote che le ha parlato della Fazenda, per un po’ è stata là ma siccome non ha imparato il tedesco è venuta in Italia”. “Non siamo tutte cattoliche - precisa Luisa - ma riusciamo sempre a vivere la parola del vangelo”. 

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Lo stile di vita nella Fazenda

“La mattina si inizia con la colazione, c’è sempre una ragazza che la prepara e sveglia le altre, dopo abbiamo la preghiera che è una parte molto importante della nostra vita, è in questo momento che troviamo una parola per la giornata, una motivazione spirituale da condividere. Questo stile di vita è il carisma del Movimento dei Focolari dove si parla sempre della ‘parola di vita’. Oggi la parola è ‘Vivere la speranza’. Dopo che facciamo la liturgia del Vangelo, ogni ragazza parla di quello che le è rimasto più forte nel cuore. Poi abbiamo il lavoro. Lavoriamo nel giardino, a casa a fare le pulizie, o lavoro manuale. Poi c’è il pranzo, una pausa, poi di nuovo lavoro e una pausa. Alle 19 circa c’è la cena, poi abbiamo la preghiera della sera e poi è libero. In queste pause c’è chi studia, chi scrive lettere, alcune sere vediamo film, parliamo e ci confrontiamo”.  Mentre Luisa ci spiega come sono caratterizzate le loro giornate, Melissa è di sopra che pulisce le camere cantando canzoni italiane, Catarina e Valeria, invece, sono in cucina che preparano il pranzo. La loro specialità sono le marmellate. Ne preparano tante e buone utilizzando i frutti che crescono intorno a loro come le fragoline di bosco, le noci e addirittura i petali di rosa. Questi prodotti li spediscono anche alle altre comunità per condividere quello che di bello c’è in Italia.

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“C’è sempre qualcuno a casa nostra a fare la visita” ci dice Luisa sorridendo, “le persone ci dicono sempre ‘com’è bella la vostra vita’ ma nessuno conosce qualcuno che ha bisogno di essere aiutato”. Questo perché la loro missione infondo è molto più complessa: “in ogni paese proviamo a capire qual è il problema più grande, ad esempio in Germania non è solo la droga ma c’è la depressione, l’alcool, l’anoressia, nelle Filippine la prostituzione, qua in Italia è il momento di cercare qual è il problema della gioventù, delle persone che hanno bisogno di aiuto, ma per questo ci vuole molto tempo. Pensavo che era più facile, che entro qualche mese veniva qualcuno per fare il recupero, per farsi aiutare, ma non è così. Adesso piano piano abbiamo capito che la nostra responsabilità qui è portare la speranza alle persone vicino a noi. Qua sulla montagna ci sono tanti anziani soli così andiamo a prendere il caffè o andiamo a fare il sapone con loro e questo è molto bello. Certo, è una realtà diversa dalla Fazenda ma è altrettanto importante: portare un poco di gioia, ogni persona ha bisogno di cose belle. Intanto prepariamo tutto per l’arrivo di qualcuno che ha bisogno del nostro aiuto”. Sulla loro vita tra il verde della montagna le quattro ragazze non si sentono mai sole e non hanno paura perché, aggiungono “ci sentiamo a casa”.

La storia di Luisa che ha lasciato il lavoro e la famiglia in Brasile per aiutare gli altri

Luisa viene dal Brasile e quando lei ancora non era nata, Fra Hans Stapel, il fondatore della Fazenda, è stato parroco della parrocchia dove anche i suoi genitori erano volontari e dove si sono conosciuti e poi sposati. “La Fazenda - racconta - è sempre stata parte della nostra vita ma circa 12 anni fa i miei genitori hanno divorziato, questo momento è stato molto difficile per la nostra famiglia e la Fazenda ci ha aiutato molto”. Luisa in Brasile studiava e lavorava poi un’estate è andata a trascorrere le vacanze in una Fazenda ma dopo qualche giorno le arriva la telefonata della mamma che le comunicava che era arrivata la risposta di lavoro che aspettava da tempo e doveva quindi tornare per accettarla. “In questo momento mi sono sentita molto triste - commenta - perché volevo finire questa esperienza che era di due mesi. Sono tornata al mio paese ma ho capito che ormai il seme era stato piantato. È stata un’esperienza molto strana, diversa da tutte quelle che avevo vissuto, come la preghiera che non era il mio punto forte”. Così dopo due anni ha lasciato il lavoro in un ufficio di un’azienda tedesca, ha sospeso l’università ed è andata per un anno e mezzo in una Fazenda in Germania. Dopo questa esperienza è ritornata in Brasile per finire l’università in scienze dell’amministrazione e continuare a lavorare ma dopo quattro anni ha avvertito che mancava qualcosa nella sua vita così ha lasciato tutto di nuovo e tramite la Fazenda è ritornata in Germania. Quando le hanno chiesto se voleva avviare una nuova comunità in Italia ha detto subito di sì. Ancora adesso la sua famiglia, così come lei, si occupa di volontariato: “a volte pensiamo che siccome siamo volontari siamo noi che aiutiamo ma infondo riceviamo molto di più noi che aiutiamo”.

“Quando sono arrivata qui mi sono subito innamorata” ci dice Luisa parlando del suo arrivo a Conflenti, qui si sente a casa, ha trovato nuovi amici, “i calabresi - dice sorridendo - sono molto simili a noi, sono molto affettuosi, questo invece manca nella cultura tedesca”.

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La terapia nella Fazenda da Esperança

La terapia dura un anno, i primi tre mesi i familiari non possono fare visita, non si può né utilizzare internet né fumare perché le persone devono concentrarsi e lavorare su se stesse. Per i giovani, e non solo, oggi è molto difficile staccarsi da internet e dallo smartphone al punto che, ci conferma Luisa, “quando le persone vengono a trascorrere qualche giorno con noi, riescono persino ad accettare di non fumare ma non a scollegarsi da internet”. Il recupero delle ragazze si basa su 3 punti importanti che è parte del carisma “la vita in comunità, il lavoro e la spiritualità, che è alla base di tutto”. La Fazenda ha anche una pagina Facebook che utilizzano principalmente per far conoscere la loro vita, i loro prodotti “noi viviamo della provvidenza - aggiunge Luisa - andiamo a fare le vendite nelle parrocchie così le persone conoscono la nostra esperienza”.

“La nostra porta è sempre aperta”

“A trovarci non vengono solo le persone che devono fare la terapia o che hanno bisogno di aiuto, vengono anche tanti giovani, ragazze che hanno sentito della nostra vita e vogliono passare un fine settimana qui con noi. La nostra porta è sempre aperta, è una famiglia, è un ambiente molto sano”. A pochi passi dal Rifugio Santa Maria della Bellezza, il Monastero delle sorelle Clarisse da poco inaugurato. “Con loro abbiamo un rapporto speciale - ci confida Luisa - noi non le conoscevamo, non conoscevamo la loro vita in clausura ma abbiamo capito che anche per loro questa era una sfida e avevano bisogno di aiuto”. Sono molti i fedeli che la domenica, nei giorni di festa o anche durante la settimana si recano nella cappella per pregare o bussano alla porta del Monastero e tramite i parlatori affidano i problemi della vita alle suore. “Questa - aggiunge Luisa - è la risposta a tutto quello che abbiamo piantato l’anno scorso. Non ci sono le suore clarisse se non ci sono persone per le quali possono pregare, non ci siamo noi se non ci sono persone che hanno bisogno di aiuto”.

La vita in comunione fa parte del loro stile, condividono tutto, pensieri, problemi, gioie, emozioni, impressioni ma anche il loro sapere, in cucina come nelle pulizie, nel ricamo come nel giardino. Le ragazze adesso sono impegnate nei preparativi per accogliere un gruppo di circa 50 giovani provenienti da Brasile, Africa e Asia che visiteranno tutte le Fazende e a luglio arriveranno anche a Lamezia e a Conflenti. Tra i loro impegni nel sociale vi è anche la collaborazione con la Caritas “ogni Fazenda deve trovare un modo per aiutare perché non è solo dare una casa o da mangiare ma è importante anche dare amore, costruire un rapporto” commenta ancora Luisa. Il 16 luglio sarà una data importante per le ragazze perché verrà inaugurata “La Fazenda da Esperança – Rifugio Santa Maria della Bellezza di Conflenti” alla presenza dei fondatori della comunità. Luisa, Melissa, Catarina e Valeria dopo una visita nel giardino, tra le piante in fioritura e il pollaio in costruzione, ci salutano con un invito, quello di andare a trovarle perché “abbiamo bisogno anche del vostro aiuto”.

Ramona Villella

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