
Lamezia Terme - "Chiude con un bilancio oltremodo positivo, la prima edizione di Tratto Design Days, il Festival della cultura del progetto che ha trasformato il Complesso Monumentale San Domenico di Lamezia Terme in uno spazio di incontro e confronto tra design, architettura, impresa, cultura, innovazione e istituzioni". Diciotto appuntamenti e oltre quaranta ospiti hanno animato tre giornate di incontri, mostre e sperimentazione, partendo da una convinzione: il design non riguarda soltanto oggetti e spazi, ma il modo in cui viviamo, lavoriamo e immaginiamo il futuro dei territori. A confermare l'apertura del festival è stata la composizione del pubblico: il 70% dei partecipanti non apparteneva al settore della progettazione e oltre un terzo proveniva da fuori Lamezia Terme, con presenze anche da altre regioni.
Il progetto come linguaggio comune
La programmazione ha favorito il confronto tra discipline e competenze diverse. Tra gli appuntamenti, Chiedere a un archivio, dedicato al rapporto tra patrimonio documentale e intelligenza artificiale, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della ricerca, dell'architettura e dell'impresa. Il programma ha coinvolto, tra gli altri, l'architetto Alfonso Femia, la critica e storica del design Chiara Alessi, Lanificio Leo, Nido di Seta e Fondazione Trame ETS, insieme a ricercatori, imprenditori e professionisti dell'innovazione. Otto istituzioni accademiche sono state rappresentate tra i relatori. Il festival ha inoltre ospitato il confronto tra ADI Delegazione Calabria e ADI Delegazione Sicilia e gli appuntamenti di Calabria Design Talk, promossi da ADI Calabria. Quattro organismi professionali hanno patrocinato la manifestazione e riconosciuto crediti formativi.
"Volevamo portare la cultura del progetto fuori dai confini delle singole professione - spiega Francesco Cefalà, direttore artistico di Tratto Design Days - . Progettare significa intervenire sul modo in cui viviamo, abitiamo gli spazi e accediamo ai servizi. Il valore di Tratto sta nell'aver messo intorno allo stesso tavolo chi progetta, chi amministra, chi fa ricerca e chi produce cultura".

Spazi riattivati e nuove collaborazioni
Il festival ha trasformato una parte del Complesso Monumentale San Domenico, rimasta inutilizzata da tempo, in uno spazio culturale attraverso interventi di allestimento, illuminazione e integrazione tecnologica. Nel chiostro, un videomapping ha valorizzato le geometrie architettoniche. La manifestazione ha accompagnato anche la riapertura al pubblico del Museo Archeologico Lametino, dopo gli interventi di riqualificazione e accessibilità, con un confronto sul ruolo dei musei come luoghi di partecipazione e benessere. In collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, è stato inoltre avviato un percorso che coinvolgerà gli studenti nella progettazione dell'identità visiva del Complesso San Domenico.
La mostra Nu puntu e na figura, realizzata con The Calabreser, ha raccolto 99 copertine dedicate alla Calabria, affiancate da un'installazione interattiva per costruire un ritratto collettivo del territorio. Con Tratto Open Stage, cinque progetti selezionati attraverso una call pubblica hanno presentato le proprie idee al pubblico. Attenzione anche all'accessibilità, con l'interpretariato in Lingua dei Segni Italiana durante la lezione-recital Santi, navigatori e designer di Chiara Alessi.
Il pubblico ha restituito un quadro trasversale, con una presenza significativa di giovani under 35 e di partecipanti over 45. Un equilibrio tra generazioni diverse che conferma la capacità del festival di coinvolgere pubblici eterogenei e di aprire la cultura del progetto a esperienze, sensibilità e percorsi professionali differenti. "I numeri raccontano soprattutto chi siamo riusciti a coinvolgere», osserva Cefalà. «Sapere che il 70% del pubblico non apparteneva al settore e che si sono incontrate generazioni e professionalità diverse è il risultato più vicino alle nostre intenzioni. La cultura del progetto può suscitare interesse anche fuori dagli ambienti specialistici: è da questa apertura che può nascere un dibattito capace di incidere sulla vita di una comunità".

Un progetto nato e prodotto in Calabria
Tratto Design Days è stato ideato e realizzato da una squadra prevalentemente under 40, composta da professionisti che vivono e lavorano in Calabria, con il coinvolgimento di fornitori locali per allestimenti, servizi tecnici e produzione. "Abbiamo costruito Tratto partendo dalle competenze presenti sul territorio, con l'ambizione di dialogare con interlocutori nazionali", conclude il Direttore Artistico. "La Calabria può essere non soltanto il luogo che ospita progetti culturali pensati altrove, ma anche quello in cui nascono, vengono immaginati e prodotti".
La prima edizione lascia in eredità uno spazio culturale riattivato, nuove collaborazioni formative e occasioni di confronto tra discipline, istituzioni e comunità. Un percorso da cui ripartire per riflettere sul ruolo del design nella trasformazione sociale, culturale ed economica dei territori. Tratto Design Days è un progetto BEAT, realizzato con Regione Calabria, Comune di Lamezia Terme e Calabria Straordinaria. TRATTO è finanziato dall'Avviso Pubblico Agorà Calabria della Regione Calabria, finanziato con risorse POC 2014-2020 – Azione 6.8.3.
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