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Lamezia Terme – “Si registra un acceso dibattito sull’applicabilità della tassa di soggiorno a Lamezia Terme, in conseguenza di un incontro al quale, peraltro, non è stata invitata la rappresentanza -Associazioni dei Consumatori - di coloro che sono, poi, i soggetti passivi dell’imposta”. Così, in una nota, ACU Calabria “da sempre sensibile sia sulle politiche dei turismi che sui problemi degli utenti che – sottolineano - per ragioni turistiche o per lavoro, decidono di soggiornare nel territorio di Lamezia Terme. Si rammenta, infatti, che ACU Calabria ha contribuito a dare vita sia all’ideazione che al riconoscimento della Riviera dei Tramonti, anche quale soggetto privato che ha sottoscritto il protocollo d’intesa teso alla istituzione del Distretto turistico regionale Riviera dei Tramonti, in corso di formalizzazione”.

Il Presidente di ACU Calabria, avv. Sergio Tomaino, ideatore e promotore, tra l’altro, dell’istituendo Distretto Turistico, ricorda che “l’imposta di soggiorno è una tassa sui consumatori  disciplinata dal D. Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, emanato in attuazione della legge 5 maggio 2009, n. 42, recante la delega al Governo in materia di federalismo fiscale, norma poi modificata dal D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla legge 17 luglio 2020, nonché dalla legge 29 dicembre 2022, n. 197. Il D. L.gs. n. 23 del 2011, però, non ha ricevuto il regolamento governativo nei termini previsti, volto a regolare gli aspetti generali della disciplina del tributo, e la sua mancata emanazione ha fatto sì che i Comuni abbiano adottato propri regolamenti, disciplinanti gli aspetti principali dell’imposta di soggiorno”.

La ratio della norma - gettito dell’imposta - è finalizzata “a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”. E, sostiene l’avvocato Tomaino “spesso diviene uno strumento dei Comuni fare cassa e comunque limita i diritti degli utenti atteso che tale balzello è propriamente una “invenzione” tutta italiana, in quanto altri Stati della Comunità Europea o non l’hanno adottata o l’hanno abolita. In Italia comunque è stata adottata solo dal 10% dei Comuni£.

Pur sottolineando che tale tassa limita i diritti degli utenti, l’avvocato Tomaino evidenzia che il Legislatore, con la legge 29 dicembre 2022, n. 197, ha stabilito la sua applicazione ai “comuni capoluogo di provincia che, in base all'ultima rilevazione ISTAT e in base alle rilevazioni comunali, abbiano avuto presenze turistiche in numero venti volte superiore a quello dei residenti”.

Il Presidente di ACU Calabria ritiene “Che i turisti non possono essere usati come bancomat dai comuni e, in ogni caso e comunque, occorre che il Comune di Lamezia Terme, preventivamente, accerti e renda pubbliche la quantità delle presenze turistiche che possano legittimare l’applicazione del  balzello e, nell’ottica della trasparenza, pubblichi in modo chiaro e dettagliato il reale utilizzo dei fondi e l’assolvimento degli obblighi in capo ai gestori, anche mediante una piattaforma accessibile alla comunità, adottando una programmazione politica tesa a costruire una identità turistica della città”. La nota del legale conclude manifestando “la disponibilità della sua associazione a partecipare e contribuire - se invitato - sia al dibattito apertosi sulla tassa di soggiorno che alla seria programmazione tesa allo sviluppo dei turismi nel territorio di tutta l’area del lametino”.

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