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Lamezia Terme - Si è svolta, come da tradizione, su corso Numistrano la cerimonia in memoria del 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo. Insieme al sindaco Speranza, anche il vice sindaco Liotta, il comandante dei carabinieri Fabio Vincelli e il primo dirigente del Commissariato Antonio Borelli oltre ad altre autorità civili, militari e religiose. Dopo un breve corteo a piedi lungo corso Numistrano c'è stato il tempo per deporre la corona d'alloro al monumento ai caduti e alla lapide di Vinicio Cortese esposta, insieme a quella delle due vittime di 'ndrangheta Tramonte e Cristiano, sulla facciata sud del Palazzo di Città. Di seguito, in memoria del 25 aprile e di quanti hanno perso la vita per liberare il paese dal nazifascismo, riportiamo una breve nota biografica del partigiano lametino Vinicio Cortese tratta dal sito dall'Anpi, Associazione Nazionale Partigiani Italiani.

"Vinicio Cortese, nato a Lamezia Terme (Catanzaro) il 20 gennaio 1921, caduto ad Ozzano Monferrato (Alessandria) il 26 agosto 1944, studente in Legge, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Chiamato alle armi, al momento dell'armistizio si trovava a Vercelli come ufficiale carrista della Divisione "Assietta" ed entrò subito nella Resistenza. Arrestato, stava per essere deportato in Germania, ma riuscì a fuggire e a raggiungere le formazioni partigiane dell'Alessandrino. Nuovamente catturato durante un rastrellamento, ferito e ricoverato all'ospedale di Alessandria, fuggì durante un bombardamento aereo. Attraversato il Tanaro a nuoto, Cortese si unì ai partigiani della 79a Brigata "Garibaldi". Alla fine di luglio del 1944 Tenente (questo il suo nome di battaglia), passò alla 7a Brigata "Matteotti" della Divisione Italo Rossi e gli fu affidato il comando di un battaglione. Esperto in azioni di sabotaggio, il giovane attraversò ad Ozzano la zona fortificata tedesca e, riuscito a sottrarre un'ingente quantità di esplosivo, lo utilizzò per far saltare in aria un tratto del binario ferroviario nella galleria San Giorgio. L'esplosione fu tanto violenta da provocare anche il crollo della volta del manufatto. Incaricato poi di distruggere il ponte di Ozzano per impedire l'afflusso di rinforzi ai nemici impegnati contro la "Matteotti", Cortese fu ucciso dai tedeschi. La motivazione della Medaglia d'oro alla sua memoria ricorda: Intrepido e valoroso partigiano, due volte catturato dai tedeschi, due volte evaso, si offriva sempre volontario per le più audaci gesta. Primo fra i primi in ogni ardimento, anelante sempre a maggiori audacie, richiedeva per sé il supremo rischio di far saltare il ponte di Ozzano. Mentre si accingeva all'epica impresa, veniva sorpreso da una forte pattuglia tedesca e, disdegnando la fuga, uno contro quaranta, l'affrontava con leonino slancio. Scaricata fino all'ultimo colpo la sua pistola, in un supremo gesto di sfida scagliava la sua arma contro il nemico e gridando Viva l'Italia cadeva fulminato da una raffica di mitra al petto. Fulgida figura di eroico partigiano, superbo simbolo dell'italico valore. Per onorare la memoria di Vinicio Cortese, l'Università di Napoli, che aveva frequentato, gli ha conferito, nel 1946, la laurea in Legge ad honorem. A suo nome sono state intitolate vie a Roma, a Catanzaro e a Vibo Valentia, dove il giovane risiedeva quando fu chiamato alle armi".

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