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Lamezia Terme - “Lascia la via della violenza e camminiamo insieme nella via della pace” E' il monito del Vescovo di Lamezia Terme Luigi Cantafora nel corso del tradizionale messaggio di auguri natalizi alla Chiesa e alla città, nel salone del seminario vescovile alla presenza del Sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, di diversi sindaci del comprensorio lametino, dei rappresentanti del mondo dell'associazionismo e di numerosi cittadini.

Richiamando il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace 2017, il Vescovo di Lamezia ha parlato di “un mondo malato di violenza, presente perfino nei luoghi più sacri: la famiglia, la scuola, lo sport, la politica, e non ne è esente l’ambiente ecclesiale”, invitando la comunità lametina a ricercare lo stile di una politica per la pace come elemento essenziale per il vero progresso, la non violenza “non solo come aspirazione e rifiuto morale della violenza e degli impulsi distruttivi ma anche come un metodo realistico e efficace, un insieme di pratiche individuali e di popolo costruttrici di speranza e di vita comune nella pace piuttosto che nelle ostilità”.

Nel pensiero del presule lametino, i cristiani perseguitati nel mondo a causa della fede: solo domenica scorsa, in Egitto, un ultimo attentato nella Cattedrale ortodossa di San Marco ha provocato 25 morti. E il 2016 si appresta a chiudere con 7.100 cristiani uccisi. Per il Vescovo di Lamezia “la persecuzione di cristiani e altre minoranze è una forma di violenza ignobile in un mondo sempre più brutale. Il terrore sta esasperando il fenomeno dell’emigrazione obbligata. Ricordare i nostri martiri nell’avvicinarsi del Natale ci aiuta a evitare il falso Natale dal sapore dolciastro. Questi nostri fratelli e sorelle, uccisi a causa del Vangelo, ci fanno comprendere che la violenza viene sconfitta solo dall'amore”.

Cantafora rivolge il suo augurio natalizio “a chi vivrà questo Natale con difficoltà e sofferenza, in particolare a quanti sono provati dai disagi e dalle povertà presenti nella nostra intera regione. Ai bambini che soffrono per le famiglie divise e con genitori part-time. Agli anziani soli, senza figli, chiusi nelle loro case o in strutture di ricovero. Alle tante famiglie che si stanno prendendo cura dei parenti con malattie gravi o rare e difficili. A chi soffre per la perdita e la mancanza di un posto di lavoro, un’assenza che può dare origine a fenomeni di violenza familiare e anche sociale. A chi ha fatto della violenza lo stile degradato della propria esistenza ricordo, con le parole del profeta Isaia

che leggeremo nella notte santa, che il Natale viene per spezzare i bastoni degli aguzzini e fermare i mantelli intrisi di sangue”. E ancora dal Vescovo Cantafora, un pensiero “ a tutti gli amici che sono alla ricerca di Dio o che hanno fatto la scelta di non credere oppure non vivono pienamente la nostra fede. Sappiano che nessuno è estraneo al Natale di Gesù Cristo, nessuno è estraneo alla Chiesa. La nostra missione di cristiani è quella convivere in amicizia con l’umanità, fraternamente accanto, facendovi sentire la vicinanza di un Dio che è Amore.”

 

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