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Lamezia Terme - Si è tenuto all’Oasi Bartolomea - sede del Centro Psico educativo Autismo - un open space con Percorsi inclusivi diversi da vivere e ideare insieme per bambini e ragazzi autistici con i loro fratellini e amici, le loro famiglie, le operatrici e gli operatori specializzati del Centro che dallo scorso ottobre hanno contribuito a far nascere una realtà innovativa a livello nazionale e unica in Calabria. Palloncini Blu, il colore dell'autismo, ma nelle ore di attività nessuno sembra più ricordarlo, bambini e ragazzi con questa sindrome, che attirati dai percorsi creati tra il verde del giardino dell'Oasi Bartolomea, sembrano del tutto estranei a quel loro mondo interiore in cui sono rinchiusi, e che con un grande lavoro tutto lo staff degli operatori sta cercando di far uscire fuori.

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Chiara Carnovale, coordinatrice del Centro Psico educativo Autismo, sottolinea l'importanza di un modello intensivo come in questo centro avviene "non c'è solo la terapia in front con il bambino, ma anche un intervento a casa, a scuola e durante le attività extra scolastiche, questo perchè è importante seguire l'evoluzione e i progressi del bambino anche negli ambienti naturali, in cui noi operatori e terapisti possiamo vedere se il bambino generalizza quello che noi gli andiamo ad insegnare". Tre i laboratori allestiti all'interno del giardino: il laboratorio psicomotorio, quello sensoriale e quello musicale. In tutti e tre gli spazi i bambini hanno potuto mostrare i loro progressi ed esprimere le loro sensazioni.

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"Insegnare a comunicare e imparare ad ascoltare" è questo che avviene nel Centro e come spiega Don Giacomo Panizza "in questi primi sei mesi tutto questo sta funzionando e ci siamo accorti che dipende dalla persona se vale di più un metodo piuttosto che un altro". E a confermare tutto quello che sta avvenendo è Annamaria Lucchino, mamma di un bambino autistico di quattro anni, che racconta la sua esperienza con il Centro: "ci sono dei grandi miglioramenti a livello comportamentale, prima era iperattivo, non ci ascoltava e non ci seguiva, adesso invece focalizza l'attenzione anche sulle richieste che gli facciamo e sui piccoli compiti che gli assegniamo ogni giorno".

Antonia Butera

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