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Lamezia Terme - "Di fronte a una sanità calabrese che vive da anni una fase di criticità strutturale – segnata dalla carenza di personale, da liste d'attesa insostenibili e dal rischio di progressivo ridimensionamento dei presidi territoriali – l'Associazione Parco Agricolo di Calabria lancia una proposta di rilancio ambiziosa e di ampio respiro per l'Ospedale "Giovanni Paolo II" di Lamezia Terme. ​Il progetto mira a trasformare il nosocomio lametino in un polo didattico e formativo universitario, integrando le attività cliniche con il Campus di Germaneto e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria "Dulbecco". L'obiettivo è superare il modello attuale per creare una sinergia che vada oltre il semplice corso di laurea in Infermieristica – da due anni fermo – aprendo le porte a sessioni di esame, cliniche universitarie e attività di ricerca per i futuri medici" è quanto si legge in una nota di Piero Renda Parco agricolo di Calabria. 

​"La progressiva saturazione degli spazi clinici a Germaneto e la crescente richiesta di formazione specialistica rendono urgente una decentralizzazione funzionale sul territorio", spiega l'Associazione, sottolineando come Lamezia Terme sia la sede naturale per questa espansione. Il piano si fonda su tre pilastri strategici: ​Baricentro geografico: La posizione centrale di Lamezia Terme garantisce collegamenti ottimali attraverso lo snodo autostradale, la rete ferroviaria e l'aeroporto internazionale, rendendola facilmente raggiungibile da ogni parte della regione. ​Capacità infrastrutturale: Il "Giovanni Paolo II" dispone di spazi e reparti idonei ad accogliere cliniche universitarie, laboratori di ricerca applicata e aule per la didattica, ottimizzando strutture già esistenti. ​Contrasto all'emigrazione sanitaria: Formare e trattenere i giovani professionisti sul territorio è lo strumento principale per garantire la tenuta dei servizi sanitari nei prossimi decenni". 

"​L'integrazione con la dimensione universitaria, già sperimentata con successo in altre regioni italiane, innescherebbe un circolo virtuoso: l'adozione di protocolli scientifici avanzati, l'accesso ad apparecchiature diagnostiche di ultima generazione e, non ultimo, una maggiore attrattività per primari, ricercatori e specializzandi. Inoltre, la presenza stabile di studenti e professionisti in formazione genererebbe un indotto di rilievo per il tessuto urbano e commerciale di Lamezia Terme. ​L'Associazione Parco Agricolo di Calabria rivolge ora un appello alle istituzioni: Regione Calabria, parlamentari del territorio, vertici dell'Università "Magna Graecia" e amministrazioni locali sono chiamati ad avviare, quanto prima, un tavolo tecnico per valutare la fattibilità operativa di un progetto che rappresenta, ad oggi, una scelta indifferibile per la tutela del diritto alla salute in Calabria". 

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