Salta al contenuto principale

processo_simulato_lameziac.jpg

Lamezia Terme- Sono iniziate presso il Tribunale Ordinario di Lamezia Terme le simulate del progetto “Ciak 4" : “Ciak... un processo simulato per evitare un vero processo”, un percorso di educazione e sensibilizzazione alla legalità ideato e organizzato dal Tribunale per i minorenni di Catanzaro, con la collaborazione dell'Ufficio Scolastico Regionale, promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà e finanziato  dal Ministero della Giustizia - dipartimento giustizia minorile e di comunità centro giustizia minorile per la Calabria, dall’Associazione Nazionale Magistrati (Sezione Calabria), dalla Regione Calabria, dal Garante dei diritti dell’infanzia e adolescenza della Regione e dalla fondazione Carical. 

Al progetto hanno aderito il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, i Tribunali ordinari di Castrovillari, Cosenza, Lamezia Terme, Locri e Paola e le Camere minorili di Catanzaro, Cosenza e Lamezia Terme.

VIDEO

A prendere parte alla simulata che si è svolta nell'Aula Garofalo del Tribunale di Lamezia Terme gli alunni del Liceo “Tommaso Campanella” e dell’istituto comprensivo “Perri-Pitagora” di Lamezia Terme, che non hanno tralasciato nessun particolare di un vero processo e ognuno ha perfettamente svolto il proprio ruolo con la massima serietà.

Tema centrale del processo simulato è il cyberbullismo, a cui il copione più importante del progetto è dedicato. La vicenda di Gaia, una ragazza vittima di cyberbullismo, diventa l’occasione per avvicinare gli studenti non solo alle principali tematiche del diritto penale, ma anche per farli riflettere sull’utilizzo dei principali strumenti di comunicazione (Whatsapp e facebook), e su argomenti centrali per una crescita sana quali l’amore, l’amicizia, la socializzazione e il perdono.

processo_simulato_lamezia.jpg

Come spiega nel dettaglio Maria Mirabelli, Psicologa e Giudice Onorario per il Tribunale per i minorenni, è un progetto che mira "A far vivere ai ragazzi una simulata del processo per non farli ritrovare realmente all'interno di un vero processo" e continua "l'obiettivo è quello di formare, prevenire e sensibilizzare i ragazzi su dei comportamenti come il cyberbullismo e il bullismo, temi questi presenti nella simulata odierna che li vede protagonisti sia come vittime che come imputati in un percorso che oggi sta diventando davvero destabilizzante e dove le nostre aule di tribunale sono piene di questo tipo di reato".

processo_simulato_lameziab.jpg

A parlare con i ragazzi anche il Sostituto Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Marta Agostini che spiega in cosa consistono questo tipo di reati "si tratta di reati particolari, perchè sono fondamentalmente reati di pericolo che si concretizzano e si sostanziano attraverso una serie di condotte che poi hanno delle conseguenze che poi l'autore del reato non riesce più a controllare" e aggiunge "nel caso dei reati di detenzione e divulgazione di materiale pedo-pornografico il meccanismo è questo: cioè la semplice detenzione di materiale pedo-pornografico e anche la detenzione di tale materiale anche se non comporta un effetto immediatamente dannoso perchè se si detiene sul cellulare la foto di per sé è una cosa neutra, ma se la mando via Whatsapp ad un amico di per sé ancora può sembrare una situazione non grave, invece la divulgazione inizia ad essere fuori controllo".  

Antonia Butera

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.