
Lamezia Terme – Allarme processionaria anche quest’anno a Lamezia e nel comprensorio. L’insetto della famiglia dei lepidotteri, mette a serio rischio la sopravvivenza degli alberi di Pino e allo stadio di bruco può essere pericoloso per l'uomo o l'animale che ne viene a contatto. Si possono formare degli eritemi sulla cute se, incautamente, si dovesse toccarli o guai più seri se, dopo aver toccato le setole del bruco, si strofinassero gli occhi. La Thaumatopoea pityocampa è un insetto in grado di mettere a serio rischio lo sviluppo e la sopravvivenza delle pinete del Mediterraneo, visto che attacca tutte le specie di Pino e, in casi più rari, Cipressi, Larici e Cedri.
Il Comune di Lamezia, viste le “segnalazioni allarmistiche sulla presenza di larve che cominciano a scendere dai pini di via Calleri, via Giovanni XXIII e via Indipendenza” e “stante l'urgenza di provvedere, a tutela della pubblica incolumità, è necessario provvedere nel merito, dando incarico alla ditta GEA, in quanto affidataria del servizio nell'anno 2016 ad effettuare gli interventi fitosanitari sulla sola processionaria del pino, affidamento motivato dal fatto che gli interventi effettuati dalla GEA seguono il metodo Corradi, che garantisce la tutela della pianta da ulteriore infestazione per la durata di anni 3, metodo già sperimentato in corso d'opera e per il quale la Ditta GEA dispone del brevetto ministeriale”. La ditta effettuerà, quindi, gli interventi, per un costo per il servizio fitosanitario contro la processionaria fissato in 1780 euro oltre IVA al 22% (complessivi 2.171,60 euro).
L’intervento interesserà almeno 40 pini che risultano infestati da processionaria e che non sono stati mai trattati prima perché non infestati. Per riconoscere la processionaria basta osservare la chioma degli alberi interessati: nel periodo tra gennaio e febbraio, infatti, che sui rami degli alberi si può facilmente riconoscere l'infestazione da Processionaria. Sui rami esposti a sud e sulle cime si scorgono dei nidi sericei, tipo batuffoli di colore bianco/grigio. E' lì che le larve svernano per poi scendere lungo il tronco "in processione" nel periodo primaverile. Tra marzo e aprile i cosiddetti "bruchi pelosi", con aculei urticanti sia per l'uomo che per i cani, scendono dall'albero di pino dopo averne divorato la gran parte degli aghi, per interrarsi fino allo stadio adulto di farfalla. Lo sfarfallamento degli esemplari adulti avviene tra maggio ed agosto, periodo in cui questo tipo di falene si accoppiano e depongono le uova nuovamente sugli alberi di pino che più ritengono idonei. Un circolo vizioso per il quale esiste un Decreto Ministeriale del 1998 che impone, sia al pubblico che al privato, la lotta obbligatoria.
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