
Lamezia Terme – “La strada provinciale Sambiase - Martirano Lombardo cade a pezzi”. A lanciare l’allarme è Fiore Isabella. La strada provinciale n.73 che collega Lamezia Terme con le zone collinari verso Martirano Lombardo, ricorda Isabella “è stata oggetto di attenzione istituzionale quando si è trattato di contare gli accessi dei cittadini dalle proprie case alla strada pubblica per imporre una tassa ad un beneficio avente esclusiva finalità di transito e non di occupazione di suolo pubblico. Appariva, infatti, inverosimile agli oltre 100 cittadini, abitanti nelle aree adiacenti al rilevato stradale, che chiedevano (senza avere ancora uno straccio di risposta) la revisione della decisione della Provincia di Catanzaro di istituire il canone molto somigliante ai tributi romani e medievali. Nella petizione i cittadini facevano, inoltre, rilevare che, essendo i vecchi accessi preesistenti al D. Lgs 285/1992, l'unico riferimento è l'art. 11 delle Preleggi che dispone solo per il futuro, regolando i casi dopo la sua entrata in vigore e non quelli già realizzati (irretroattività)”.
La strada - sottolineano anche molti cittadini che transitano quotidianamente sulla provinciale per motivi di lavoro o di studio - versa da tempo immemore in una condizione di immanente rischio per l’incolumità dei cittadini che la percorrono: carreggiata stretta, alberi piegati su se stessi a probabile imminente crollo sul manto stradale e, per concludere, in località Caria, il manto stradale lesionato per atavici smottamenti a valle.
Fiore Isabella rende noto che della situazione sono stati informati sia la “Provincia che il Comune di Lamezia Terme che sono a conoscenza ma fanno orecchio di mercante. Per non parlare del Consorzio di bonifica che invia con puntualità scientifica le bollette da pagare ma di bonificare non se ne cura affatto”. Isabella allarga il discorso sul tema dei rischi di dissesto idrogeologico: “intendo suonare la sveglia a chi è responsabile della salute del territorio che amministra e dei cittadini che lo abitano. Non si può più far finta di nulla”, cocnlude.
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