
Lamezia Terme - Continua ad essere 'Festa del Rifugiato', momento di partecipazione di e con i beneficiari dello Sprar Due Soli di Lamezia Terme. L'inferno della Libia con i continui viaggi in mare durante i quali centinaia di persone, perdono la vita, rivestono di nuovo senso questa giornata.
Lo Sprar Due Soli, insieme alle operatrici e operatori, hanno preparato un momento aperto a tutta la collettività con l'obiettivo della conoscenza e del confronto, che solo così le disuguaglianze possono venire meno. Tutto questo è avvenuto nel cortile della casa di Via Cassiodoro, sequestrata alla 'Ndrangheta, dove dal 2012 vivono alcuni gruppi di beneficiari. Ci sono ragazzi sopra i 20 anni, ma anche ragazze e bambini venuti a far visita da altre case facenti parte della stessa Comunità. Un insieme armonioso di colori diversi, come lo dimostrano alcuni vestiti indossati dalle ragazze. Un vero messaggio di salvezza quello lanciato dai presenti che, dopo aver superato ostacoli e barriere di ogni tipo, dimostrano di avercela fatta. Un messaggio di speranza e motivo di ricchezza per tutta la città.

Dopo la preparazione del Thè, ogni beneficiario ha raccontato le usanze e gli aromi del proprio paese. Il Thè marocchino, quello siriano, ecc. Ad impreziosire l'interazione i pennelli dell'artista Simona Ponzù Donato. 'Refugees welcome' il murales attorno alla struttura, fra il giallo, il rosso, il blu, il verde. Poi tutti a scrivere il proprio nome. Per concludere un momento, invece, performativo a cura del Tip Teatro, per dare luce alla poesia di un beneficiario siriano. "Dopo la morte ci sarà la Rinascita. E ritornerai a splendere. Rinascerai di nuovo, oh Patria! Non potrai più essere svenduta. Ti difenderemo con il nostro sangue, in modo che tu possa possa rimanere sempre in piedi". Questo un frammento della poesia letta con un scambio di lingue, italiano/arabo, circondati da una coreografia nata al momento. Un seme di libertà pronto a far germogliare un albero.




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