
Lamezia Terme - L'associazione Malati cronoci, torna a far visita all'interno dell'ospedale Giovanni Paolo II, anche a seguito della mobilitazione a difesa del nosocomio contro il decreto Scura, segnalandone ancora una volta diverse disfunzioni. "Si ritorna in ospedale per verificare se in questi ultimi mesi qualcosa è cambiato - scrivono - liste di attesa, accoglienza, tempi per i prelievi, identificazione del personale, funzionamento del totem per i pagamenti ticket e non continuiamo con l'elenco infinito che i dirigenti del nosocomio conoscono assai bene, a cominciare dal direttore generale.
In queste ultime settimane - ricorda l'associazione - c'è stata una fortissima mobilitazione e un successo straordinario nella raccolta delle firme contro il decreto Scura. Contro la sostanziale chiusura e il reale depotenziamento dell'ospedale di Lamezia Terme. Iniziative giuste e sacrosante. Quello che però non va dimenticato è il diritto negato del malato con il quale facciamo i conti tutti i giorni. Che cosa è se non un diritto negato quello di attendere ore ed ore al pronto soccorso? O pazientare per tre ore prima di poter effettuare un prelievo? Come definire se non un diritto negato quello di sentirsi rispondere che le liste di attesa sono chiuse e quando ti va bene ti prenotano dopo nove mesi? L'essere costretti al ricorso all'intramoenia o alle strutture private è o non è un diritto negato?
Costringere i pazienti a recarsi in ospedale più volte perché quando è aperto lo sportello ticket è chiuso quello delle prenotazioni e viceversa è o non è un diritto negato? Tutte queste disfunzioni hanno,con molta onestà a che fare con il decreto Scura per alcuni versi ma per altri hanno poco a che fare.Non può e non deve essere preso a pretesto il decreto Scura,che noi riteniamo abominevole, per tutto ciò che non funziona per mancanza di volontà. La maggior parte dei problemi che hanno a che fare con la quotidianità ospedaliera - concludono - potrebbero essere risolti in 24 ore. Solo se si volesse. Perché chiudere gli occhi di fronte a scenari di sofferenza, di disperazione, di sostanziale ingiustizia?"
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