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Lamezia Terme - L’Associazione Santi 40 Martiri, impegnata in diverse iniziative sul territorio per la riscoperta del patrimonio storico e culturale lametino e per la sponsorizzazione dei luoghi memoria del passato, vuole “denunciare la situazione di stallo culturale che Lamezia sta attraversando, un immobilismo che mai come oggi ha gravato sulla nostra Città”.

“Lamezia Terme – scrivono - vanta millenni di storia, una storia che comprende epoche rigogliose ma anche i terremoti e le guerre da cui il suo Popolo sempre ha saputo rialzarsi dimostrando di saper governare le redini della propria sorte incidendo profondamente sul corredo genetico della Città”.

“Mentre – sottolinea - in ambienti accademici si lavora sulle incantevoli vicende storiche del territorio lametino, quegli stessi luoghi versano ad oggi in condizioni di totale abbandono, di vero degrado e di un’incuria che prima ancora che effettiva è mentale e culturale. Senza il contributo essenziale di un’amministrazione capace molto presto qu

esti luoghi e queste storie più o meno recenti spariranno dalla memoria collettiva di Lamezia e dei suoi abitanti”.

“Sempre più spesso – prosegue l’associazione in una nota - si sente parlare di contributi atti a migliorare o realizzare aree archeologiche i cui unici visitatori oggigiorno sono gli uccelli migratori che intraprendendo rotte oceaniche capitano per puro caso in quei luoghi. Il compito di una burocrazia attenta poi, nonostante in molti si adoperino per far credere il contrario, non è quello di presentare ostacoli e impedimenti, ma ha una funzione collaborativa il cui fine ultimo deve essere quello di superare quegli ostacoli e quegli imprimenti”.

“Questa situazione non riguarda soltanto i siti più conosciuti come il Castello Normanno Svevo, gli scavi di Terina o l’Abbazia benedettina, ma anche – prosegue la nota dell’Associazione - realtà meno note come tutta l'area archeologica di epoca bizantina che dai monti Sant'Elia e Mitoio arriva fino al territorio della piana di Sant'Eufemia Lamezia, l’area di ruderi di cenobi di S.Ermia, S. Venere, S. Trada, S. Pietro, S. Isidoro così come i Monasteri e le Abbazie (S.Maria del Carra, SS.Quaranta, S.Costantino e S.Elia)”.

L’Associazione Santi 40 Martiri “si augura che le volontà di cambiamento a guida di diverse associazioni e di privati cittadini che si spendono per questi luoghi con diverse manifestazioni per il rilancio del nostro patrimonio naturalistico, storico e quello delle tradizioni, possa trovare – conclude - pieno compimento”. 

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