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Lamezia Terme – La nuova lezione della camera penale lametina è stata anticipata da un sentito gesto solidale. Infatti, per iniziativa della camera penale assieme alla camera minorile e al consiglio dell’ordine degli avvocati è stato avviata un’iniziativa sulla ricerca e la cura delle malattie neurogenetiche.  Il progetto solidale è stato avviato anche per mantenere la memoria dell’avvocato Carlo Mauro, affetto da una forma molto aggressiva e invasiva di SLA (una malattia neurodegenerativa progressiva) e prematuramente scomparso.

“Con la celebrazione del trigesimo (alla chiesa Madre di Sambiase, probabilmente il 7 maggio) - è stato annunciato - si concluderà la raccolta fondi e beneficiario ne sarà un istituto scientifico per la cura e la ricerca delle malattie neurogenetiche”.

La vicinanza alla famiglia di Mauro è arrivata da più fronti: dalla Camera minorile, dal Comitato Pari opportunità, dall’avvocato Aurelio Manfredi, dal relatore Cardamone che ha definito Carlo Mauro,  “un vero signore”, e da tutta l’avvocatura lametina con il presidente dell’Ordine degli avvocati, Antonello Bevilacqua, che ricorda sentitamente l’avvocato prematuramente scomparso, “una persona eccezionale e sempre dedita alla sua professione, interrotta solo dalla malattia che ha saputo accogliere con coraggio e dignità”.

“La sua malattia era una grave forma di SLA (malattia neurogenerativa), che ne ha corroso pian piano il fisico portandolo alle morte, ‘accolta’ e affrontata quest’ultima, in modo straordinario, con un sorriso, che - ha ripreso Bevilacqua - mi ha sempre sorpreso”. “Ho conosciuto la sua famiglia e sua moglie - ha detto ancora Bevilacqua - persona anch’essa straordinaria”. Infine Bevilacqua ha rimarcato che, “per mantenere perpetua la sua memoria, come Consiglio dell’ordine abbiamo l’intenzione di intitolare in suo onore una borsa di studio”.

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L’avvocato Vincenzo Cardamone non privo di ovvia commozione ha poi relazionato sul tema di studio odierno, ‘omicidio stradale’, spiegandone le innovazioni legislative e il relativo inasprimento delle pene. Quelle inerenti gli incidenti stradali sono notizie sempre più all’ordine del giorno e tanti sono quelli che ne rimangono vittima, giovani, meno giovani, uomini, donne. Persone rubate alla vita, molte volte troppo presto, a causa dell’incoscienza di guidatori, che mettendosi alla guida sotto l’effetto di alcol o droghe mettono a repentaglio sia la propria vita e sia quella degli altri. “La nuova disposizione legislativa è la 41 del marzo 2016 ed entrata in vigore lo scorso 25 aprile" ha spiegato l’avvocato. La nuova legge nasce con il proposito di cambiare registro punendo, ancor più severamente, chi sia autore di incidenti che con il caso hanno ben poco, se non nulla, a che fare.

“Bisogna chiarire gli aspetti problematici che questa norma prevede, essa - ha continuato - punisce maggiormente la negligenza e inasprisce la pena riguardo i comportamenti scorretti che cagionano la morte o il ferimento di una o più persone”. “Essa nasce da una forte pulsione sia da parte dell’opinione pubblica e sia della giurisprudenza, che si sono espresse in merito alle conseguenze che il reato può comportare”. “L’illecito rientra nel ‘reato colposo’ e fra le innovazioni è previsto anche il prolungamento dei suoi tempi di prescrizione, in quanto tali reati prevedono indagini e ricorsi spesso molto lunghi con un aggravio, cioè quando la persona che causa l’incidente è sotto l’effetto di sostanze psicotrope o alcol”.

Francesco Ielà

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