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Lamezia Terme – E’ sbarcato anche su Rai Tre il caso del promoter finanziario lametino accusato di aver distratto fondi ad alcuni correntisti. A portare la loro testimonianza sono stati alcuni dei clienti truffati che hanno raccontato la loro storia nel programma “Mi Manda Rai Tre” condotto da Salvo Sottile. Le accuse mosse nei confronti del promoter Vincenzo Torchia sono partite dopo lo scoppio del caso a fine settembre dopo la denuncia delle persone coinvolte.

In studio e nel servizio andato in onda, in cui il giornalista è arrivato a Lamezia per raccogliere le altre testimonianze, sono state raccontate le storie, tutte basate su un unico denominatore: la fiducia. Da quanto raccontato, infatti, pare che quasi tutti i clienti, una 90ina circa, erano conoscenti o amici del promoter che avrebbe fatto leva proprio su questo rapporto fiduciario per cercare fondi da investire. Ma non solo. Infatti i clienti in studio hanno spiegato che, oltre al rapporto amicale, loro si sono fidati anche del nome della banca, la Fideraum, gruppo San Paolo. E qui sta il punto: perché ora, dopo che il danno è stato fatto, bisognerà capire chi dovrà risarcirli. In studio sia l’avvocato Domenico Villella, che rappresenta i clienti, che l’avvocato della Federconsumatori Silvia Dodi, che Manlio Marucci, associazione consulenti finanziari e operatori del mercato finanziario assicurativo, sono tati dello stesso parere: la banca ha una responsabilità e, quindi, dovrà risarcirli. Chiamata in causa, come suole fare il programma di rai Tre, la banca però non si è presentata in studio ma ha mandato una nota in cui ha spiegato che già nel 2015 Torchia era stato sospeso, mentre a settembre era stato risolto il suo contratto. Per quanto riguarda i loro accertamenti, parrebbe che i casi fossero 106, alcuni mai censiti come clienti della banca.

Video: http://www.raiplay.it/video/2016/11/Mi-manda-Raitre-In-difesa-degli-indifesi-ce6135a6-8b82-44a5-8364-3ca42d3a4f96.html

Per questo, la banca ha spiegato che ha messo in atto alcune verifiche e che, al termine delle quali, formulerà le varie proposte di indennizzo. Un piccolo spiraglio anche se si è parlato di 4 milioni di euro prelevati dalle casse degli investitori. Il caso è stato spiegato nello specifico da parte dell’avvocato Villella che ha spiegato come “Torchia non contabilizzava, ma operava con i loro investimenti senza specifiche disposizioni. Utilizzava anche firme false, come quella del padre di un cliente che però era già deceduto da cinque anni”. Una storia sulla quale, comunque, stano indagando i finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme, dopo le denunce di alcuni clienti. 

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