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Lamezia Terme - Si è svolta nei tre luoghi simbolo della memoria collettiva lametina, presso i monumenti ai caduti di Sant’Eufemia, Sambiase e Nicastro, la tradizionale cerimonia celebrativa del 25 Aprile, conclusasi in piazza Cattedrale, dove la corona d’alloro è stata deposta alla presenza delle autorità civili, religiose e militari e del prefetto Alecci. Una cerimonia sobria e contenuta, che ha visto il corteo avvicinarsi con silenzioso rispetto alla stele dei caduti, dove, dopo la deposizione della corona d'alloro e la benedizione di Don Carlo Cittadino, ha preso la parola il commissario prefettizio Alecci. Anche se accompagnata da malumori tra i cittadini, che accorsi per la cerimonia, hanno notato come alcuni nomi dei caduti, nella parte centrale del monumento, risultano illeggibili. La stele di Corso Numistrano così come quella di Piazza 5 Dicembre, come approvato nel mese di marzo dal comune con l’assegnazione dei lavori, saranno oggetto di restauro.

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“In questo luogo stiamo festeggiando la festa della democrazia”

"Come ogni anno questa cerimonia ci vede protagonisti di un ricordo, di questa festa della liberazione che è una festa nazionale, perchè - continua Alecci - la liberazione interessò tutta la nazione". Ricorre quest’anno il 74esimo anniversario della Liberazione d'Italia. Il 25 aprile, di 74 anni fa, i soldati nazisti e fascisti si ritirarono da Torino e Milano, anche se la guerra continuò ancora per un po' di tempo. L’occupazione tedesca e fascista in Italia non terminò in un solo giorno ma si considera il 25 aprile come data simbolo, perché quel giorno del 1945 coincise con l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò dalle città di Torino e di Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere le città.

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La decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” (o come “anniversario della Liberazione d’Italia”) fu presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio – il primo guidato da Alcide De Gasperi e l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale”. La data fu fissata in modo definitivo con la legge n. 269 del maggio 1949, presentata da De Gasperi in Senato nel settembre 1948. Da allora, il 25 aprile è un giorno festivo, come le domeniche, il primo maggio, il giorno di Natale o la festa della Repubblica, che ricorre il 2 giugno. La guerra in Italia non finì il 25 aprile 1945 ma continuò ancora per qualche giorno, fino agli inizi di maggio.

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Nel proseguire il suo discorso Alecci precisa: "Quest'anno come l'anno scorso ho l'onore di rappresentare la città di Lamezia Terme con questa fascia - e aggiunge - sono orgoglioso di essere qui con i cittadini di Lamezia, pochi o tanti non ha importanza, i cittadini sanno e chi non lo sa deve saperlo che in questo luogo stiamo festeggiando la festa della democrazia". E, precisa: "Questo di oggi non è un momento solo simbolico, tutti noi siamo consapevoli e crediamo in quello che stiamo facendo".

Presenti alla cerimonia il corpo della polizia locale con il comandante Zucco, i carabinieri con tenente colonnello Massimo Ribaudo, la polizia di Stato con il vice Commissario Maria Gaetana Ventriglia, rappresentanti della guardia di finanza, e degli alpini, e ancora l'Associazione Nazionale della Polizia di Stato, e rappresentanti della Croce Rossa Italiana.

Antonia Butera

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