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Lamezia Terme - Celebrata anche a Lamezia, presso il Museo Archeologico Lametino, la prima edizione della 'Giornata Nazionale del paesaggio', la proposta nazionale realizzata contemporaneamente con oltre 120 iniziative sparse in tutto il paese. Una giornata in cui le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio hanno pensato di rivolgersi ai cittadini con l'unico obiettivo della 'sensibilizzazione'. Inoltre, anche i Musei del MiBact hanno fatto la loro parte. A Lamezia, come altrove, i musei hanno offerto visite guidate e approfondimento.

Il Museo Archeologico Lametino risponde all'appello del Polo Museale della Calabria con il quale hanno avviato un interessante incontro che, oltre a vedere ampia presenza istituzionale, ha rimarcato lo sguardo sul paesaggio in senso tecnico ma soprattutto storico. È mancato in questo il punto di vista ambientale pure legato al tema. "Le forme della storia: Riflessioni sul paesaggio lametino". Questo il titolo scelto per l'evento al quale hanno preso parte, oltre al Sindaco Paolo Mascaro e all'assessore alla Cultura Graziella Astorino, anche Fabrizio Sudano - Funzionario archeologo Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, Giovanna De Sensi Sestito - Docente Unical,  Stefania Mancuso - Docente Unical,  Maria Domenica Lo Faro - Funzionario Archeologo Polo Museale della Calabria la quale, quest'ultima, ha portato i saluti di Angela Acordon - Direttore del Polo Museale della Calabria.

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Secondo Angela Lo Faro "È necessario custodire degli oggetti ma anche delle storie per poter parlare di trasmissione agli eredi". Una cosa utile anche per il Sindaco Paolo Mascaro portare avanti una giornata dedicata al paesaggio, perché diretta alla tutela e alla valorizzazione. "Per una politica volta alla trasmissione dobbiamo creare un'inversione di tendenza: dobbiamo difendere la storia, la cultura, il paesaggio, la tutela deve essere in senso ampio". Dal racconto di Fabrizio Sudano emerge che proprio al suo ingresso uno dei primi incarichi fu il QTRP Calabria e una delle prime zone affidate ebbero a che fare con proposte di vincoli paesaggistici. "Fondamentale la tutela del paesaggio ma anche la tutela del rapporto giornaliero con le amministrazioni - spiega Sudano - a  Lamezia ho avuto la fortuna di intervenire in merito allo scavo archeologico di Terina". A concludere con un imprinting storico, che insegna a vedere il paesaggio con gli occhi degli antichi, è stata la professoressa Giovanna De Sensi Sestito, la studiosa lametina che da anni cura l'intero patrimonio storico culturale della città con particolare riferimento alla scoperta di Terina. "Abbiamo elementi della tradizione antica sul paesaggio che forse dobbiamo rivedere e ricontestualizzare al presente - dice la De Sensi Sestito mossa da sentimento - Dunque quali sono questi beni? Il fiume Amato ne rappresenta uno fra i principali, una realtà importante, grande, che attraversa l'istmo e che si spostava al mare". L' Amato, fa inoltre presente la De Sensi Sestito, dalla sua etimologia non é altro che la capacità di impaludirsi. Le fonti relative a Terina dicono quindi il nome di una città, di un fiume, e dell'isola verso cui fu spinta la sirena Ligea.

V.D.

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