
Lamezia Terme - Lo sport unito per chiedere chiarimenti in merito alla chiusura delle strutture sportive cittadine. Da mesi lasciati con il fiato sospeso, dirigenti e rappresentanti di tutte le società sportive, si sentono presi in giro per l'ennesimo rinvio alla risoluzione definitiva dei problemi legati all'agibilità di stadi e palazzetti. Una lunga attesa della quale a pagarne le conseguenze maggiori sono i tanti giovani e bambini tesserati che non potranno più allenarsi, giocare, divertirsi e fare amicizia praticando il loro sport preferito. La chiusura delle strutture sportive significherebbe anche questo, negare uno svago ai tanti ragazzi lametini che saranno costretti a trascorrere i pomeriggi d’inverno davanti un pc o uno smartphone. Dietro la porta chiusa della sala Giunta, centinaia di cittadini hanno atteso fuori, prima davanti il Comune e poi affollando i corridoi del municipio in attesa dell’esisto dell’incontro, voluto dal Comitato sì allo sport, al quale hanno preso parte anche i deputati Giuseppe D’Ippolito e Domenico Furgiuele. Nel corso del primo incontro, definito interlocutorio dai partecipanti, si è indicata la strada per una soluzione del problema in vista anche della imminente presentazione dei calendari dei campionati di calcio.
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Fusaro: "Si sta affrontando anche questione impianti che non risultano accatastati"
Un primo incontro interlocutorio, quindi, quello avuto tra il commissario Fusaro e i rappresentanti delle squadre di calcio. A seguire Fusaro ha interloquito con i presidenti e rappresentanti degli altri sport con un incontro più breve del primo e incentrato sulla chiusura del Palasparti. Tutto questo mentre fuori la protesta a tratti si è infiammata con i cittadini che chiedevano a gran voce di essere ascoltati pubblicamente e non con un incontro a porte chiuse con pochi rappresentanti. Terminati gli incontri con dirigenti e rappresentanti delle società sportive, il commissario Fusaro ha sottolineato quanto emerso: "per quanto riguarda la situazione degli stadi, mi riferisco al Riga, Renda e D'Ippolito, il Comune si sta adoperando affinché si possa arrivare alla fruibilità degli impianti. I lavori sono a buon punto, così come le certificazioni necessarie , esiste semplicemente qualche piccolo approfondimento perchè ci sono tutt'oggi degli impianti che ormai insistono sul territorio da tantissimi anni, che non risultano accatastati. Si sta lavorando e per questo sono stati potenziati anche questi settori per poter accelerare il più possibile". Per quanto riguarda il Palazzetto dello Sport ha affermato che "a breve inizieranno i lavori per il rilascio del certificato prevenzione incendi e lì potremmo già incominciare ad intravedere la possibilità, una volta espletata questa procedura, di avere la disponibilità del palazzetto e renderlo alle società". In merito agli incontri odierni alla presenza del presidente della Figc Calabria ha detto "le società hanno voluto portare il presidente Mirarchi a questa riunione che doveva essere un incontro informale per aggiornarci sullo stato dell'arte rispetto alla settimana scorsa. Sono stati evidenziati alcuni aspetti gestionali degli impianti che probabilmente il Comune deve valutare perché, rispetto a quelle che sono state le convenzioni, le società formuleranno delle richieste per la gestione. Vanno approfonditi alcune questioni sull'atto negoziale della convenzione che sembrerebbe in scadenza ma che le società ritengono di no". "Il Comune si sta prodigando - ha concluso fiducioso Fusaro - affinché la città di Lamezia Terme abbia le sue strutture e che le società sportive giochino nel territorio di Lamezia".

D'Ippolito: "Chiudere questi impianti significa chiudere la città"
Presenti anche i parlamentari D’Ippolito (M5S) e Furgiuele (Lega). "Si sta studiando una soluzione che nasce probabilmente da un equivoco - ha detto parlando con i giornalisti D'Ippolito - o cattiva lettura della convenzione, non so se poi la Commissione condividerà le osservazioni che sono state fatte dal punto di vista giuridico. Il problema prescinde, perché riguarda non solo quelle sportive, ma anche quelle culturali, e tutte le altre. Ho osservato, innanzitutto, che mi sarebbe piaciuto che il commissario Alecci lasciasse Siracusa dove sta svolgendo le sue vacanze e venisse a metterci la faccia e a capire quale problematica si è creata in città e perché ci sono centinaia di persone qua fuori". Per D'Ippolito si tratta di un "problema serio di ordine pubblico". "Chiudere questi impianti significa chiudere la città" ha aggiunto. Per il deputato si tratta di un "atteggiamento del comune nei confronti delle società sportive e culturali è di chi si fa il forte nei confronti dei deboli e non è capace di farsi forte nei confronti delle esigenze grosse e importanti".
Furgiuele: "Preso contezza del vero valore sociale dello sport"
Per Furgiuele è stato un "incontro interlocutorio e chiarificatore dove i commissari hanno preso contezza di quello che è il vero peso e il valore sociale che può avere lo sport in generale. Si è scelto di poter continuare a ragionare con una prospettiva differente e positiva di quello che dovrà essere una soluzione necessaria per tutelare lo sport che è fondamentale per le dinamiche sociali di questa città e soprattutto per l'ordine pubblico".
A tirare le somme anche Antonio Caroleo, dirigente del Sambiase che parla delle problematiche affrontate: "la prima riguarda quella degli impianti sportivi che sono inagibili. Inagibilità che sarebbe dovuta alla mancanza della pratica di tutto ciò che attiene l'efficientamento energetico e mancanza dell'accatastamento che riguarda quasi la totale interezza delle strutture comunali. Un aspetto paradossale". Altro aspetto, le convenzioni sono scadute il 30 giugno scorso: "le società stanno apprendendo in questi giorni in maniera scaglionata e solamente tramite telefono, mail o comunicazione verbale che devono consegnare le chiavi, esattamente due mesi dopo, dopo aver preso impegni che altrimenti non avremmo assunto. A questo ci siamo opposti". Per Caroleo si è trattato comunque di un colloquio lungo ma costruttivo e si augura che per i primi giorni della prossima settimana si avrà una risposta a questa osservazione. "Siamo disperati - ha concluso - il 3 la Lega stilerà i calendari e non sappiamo né dove allenarci e né dove giocare. Per quanto riguarda Vigor, Promosport e Sambiase se non ci saranno delle soluzioni potremmo arrivare anche ad estreme determinazioni da parte nostra e che non vorremmo assolutamente fare perché sarebbe una sconfitta per il calcio lametino".
Presente anche il Presidente del comitato regionale Saverio Mirarchi che, all'uscita dall'incontro, afferma "è stato evidenziato l'aspetto etico e sociale di quello che è il mondo del calcio perché in questo territorio, che annovera più di venti società e quindi la partecipazione di oltre 3500 tesserati che utilizzano questi impianti sportivi, molti dei quali sono giovani tra i 5 e i 18 anni, questa è una responsabilità importante". "Si è cercato - ha proseguito - di trovare una soluzione che sia quanto più immediata possibile perché lunedì avremo la presentazione dei massimi campionati regionali e domenica prossima inizieranno i campionati e la federazione deve essere a conoscenza della realtà dei fatti. È stato individuato un percorso che potrebbe portare a soluzioni, ci auguriamo in tempi brevi. Già c'è la necessità che la commissione risponda alla richiesta di proroga che è stata fatta dalle società che oggi hanno in gestione gli impianti cosa che mi auguro avverrà nel corso di questa settimana in modo da poter partire poi domenica nel modo più regolare possibile con i campionati".
Ramona Villella




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