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Lamezia Terme - "Non è possibile puntare sulla sanità privata. Qui, chi non ha i soldi muore". E' un duro j'accuse quello lanciato nel corso di una conferenza stampa da Felice Lentidoro, coordinatore cittadino di CittadinanzAttiva e Fiore Isabella, responsabile del Tribunale dei diritti del malato, contro la sanità lametina e non solo. Nella sede intitolata al compianto Giuseppe Serratore, è stata illustrata l'attività del 2021 e i propositi per il nuovo anno.

"Abbiamo svolto e stiamo svolgendo la nostra attività - ha detto in apertura Lentidoro - anche nella fase critica della pandemia, privilegiando quelli che non hanno voce, che sono in attesa di visite mediche con scadenze annuali e quanti si rivolgono alle istituzioni ma rimangono inascoltati. Accade una cosa incredibile in questa regione, nella sanità c'è una carenza d'organico di 12mila e 12 milioni sono le visite non fatte, per varie ragioni. Soprattutto a malati cronici, oncologici e altro. Manca un Piano delle assunzioni e noi riceviamo tante di quelle lamentale che giriamo a chi di dovere ma quasi mai i problemi vengono affrontati e risolti". Sulla stessa lunghezza d'onda, Isabella che ha illustrato nel dettaglio le attività e le incongruenze nella sanità lametina, attraverso un documento con dati e numeri. Un quadro non certo idilliaco che parte dall'inidoneità "della comunicazione dell'Asp, nel caso specifico dell'ospedale di Lamezia, con i cittadini. Noi chiediamo il ritorno alla normalità", ha puntualizzato.

E poi "le segnalazione e il deficit di comunicazione all’interno del presidio: 2 per il pronto soccorso, 3 per medicina, 1 radiologia, e per quanto riguarda i deficit dei servizi 1 pronto soccorso, 3 ginecologia, 4 cardiologia, 1 pneumologia, 1 diabetologia, 1 screening, 1 Cup".Disagi e difficoltà nel "servizio di informazione e prenotazione per esami doppler e visite specialistiche". "Lunghe liste di attesa e disagi enormi per visite da svolgersi a Soverato o in altre realtà ricadenti nell'Asp con evidenti difficoltà a muoversi fuori da Lamezia per molti utenti".  Strali sulla "mancata autorizzazione alla visita dei parenti ai degenti di alcuni reparti nonostante il decreto legge del 23 luglio 2021". Tantissime "le Pec inviate alla direzione sanitaria per segnalare criticità nei servizi e nei rapporti operatori/utenza; per la mancata applicazione della legge 105; mancati parcheggi riservati a persone con disabilità, soluzioni diverse dal muro previsto con il campo Rom". Ma l'attività ha riguardato anche i problemi di uso "dell’Anpvi, Associazione nazionale dei privi della vista e ipovedenti, di un appartamento. Mancato accoglimento della petizione di 70 cittadini di Gabella che richiedono la raccolta differenziata e anche il problema enorme delle abitazioni private in stato di abbandono in via Giuseppe Maione". Per questi ultimi problemi segnalati, è stata più volte interpellata l'Amministrazione comunale "senza ottenere alcuna risposta". Infine, la "promessa di continuare con maggiore impegno l'attività al fianco dei più deboli e in difesa dei diritti del cittadino".

A.C.

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