
Lamezia Terme – Il Collettivo Casarossa40 interviene in merito all’emergenza rifiuti che sta interessando la città di Lamezia, affermando come “Se è vero che questa amministrazione è in ritardo, oltre che in estrema difficoltà, nel varare un piano generale di raccolta differenziata porta a porta, non ci sembra però la migliore soluzione quella di abbancare i rifiuti nel sito di trasferenza di Fiume Bagni, scempio voluto e realizzato dalla precedente Giunta Speranza. Quella micro-discarica non è tecnicamente idonea a recepire i rifiuti “tal quale” e inoltre insiste su un sito fortemente contaminato, appunto quello dell’ex discarica abusiva di Fiume Bagni, che invece dovrebbe essere sottoposta a urgente bonifica visti anche i dati, non certo confortanti, diffusi dell’ASP di Catanzaro in un recente studio circa la diffusione di alcune forme tumorali nella suddetta area”.
Il collettivo Casarossa40 fa così riferimento alla "rottura di una parte dell’impianto di caricamento gestito dalla Daneco", evidenziando: “Nessuno prova a focalizzare l’attenzione sulla vera causa del disservizio. La Daneco, oltre al suddetto impianto, gestisce anche quello di Alli, nonché la tristemente famosa discarica di Pianopoli” ricordando poi come “tra impianti di trattamento e discariche, la Daneco gestisce 14 strutture in tutt’Italia, da Udine a Pianopoli appunto. È proprio però in questo ciclo affaristico-privato che va cercato l’elemento di criticità. Come qualsiasi altro servizio pubblico di interesse generale, anche il ciclo integrato dei rifiuti, se affidato al privato, non può che piegare le esigenze della collettività agli interessi di pochi e alla legge del profitto”.
"Così la Daneco Impianti non ha pensato minimamente al disservizio prodotto a decine di migliaia di cittadini bloccando per 10 giorni l’impianto dell’Ex Sir – aggiungono inoltre - ma ha semplicemente applicato una banale logica aziendalista”. “Ma il disservizio della Daneco – proseguono - è soltanto uno dei tanti esempi degli sciagurati effetti della privatizzazione e degli enormi affari che girano intorno al ciclo dei rifiuti” ricordando la relazione fornita dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti in Calabria. A circa sei anni dalla pubblicazione di quella spaventosa relazione – precisano - nulla sembra essere cambiato. Continuano i disservizi e continuano, proprio in questi giorni, le mobilitazione dei lavoratori costretti a turni di straordinari sostanzialmente obbligatori ed impegnati in una dura vertenza per vedersi riconosciute le buste paga arretrate. A loro, a tutti i lavoratori della Daneco, va la nostra solidarietà ed il nostro sostegno”.
"L’unico “antidoto” – concludono - è quello di puntare su un ciclo dei rifiuti pubblico, condiviso e partecipato, costruito insieme ai territori ed alle comunità, non calato dall’alto come l’ultimo Piano Regionale dei Rifiuti, basato realmente sulla strategia “rifiuti zero” e, allo stesso tempo, aderente alle esigenze e alle caratteristiche delle tante aree della Calabria”.
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