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Lamezia Terme – Sarà affidato in concessione d’uso, a titolo oneroso a chi ne farà richiesta il palazzo “Blasco” di via Ginnasio. E’ infatti online sull’albo pretorio comunale lo schema di avviso pubblico per l’affidamento dello stabile ancora non utilizzato. All’interno dovranno essere svolte attività di sviluppo sociale e culturale rivolte all’intera cittadinanza, quali: attività di assistenza sociale e sociosanitaria, attività di istruzione, educazione e formazione, attività culturali e scientifiche, attività nel campo dello sport e del tempo libero, attività di protezione civile, attività di tutela dell’ambiente e della specie animale. La concessione dell’immobile avrà una durata di 3 anni e il concessionario dovrà versare al Comune un corrispettivo mensile pari a Euro € 4.550,88. Sono ammessi a partecipare alla procedura di selezione: Enti, Associazioni, Società, Fondazioni, Cooperative sociali, purché disciplinati da uno statuto costitutivo.

Per lo storico Palazzo Blasco, che per anni ha ospitato la Facoltà di Agraria di Reggio Calabria, l’Università telematica “Unipegaso” aveva chiesto in data 7 ottobre la disponibilità di utilizzo dello stabile come sede dell'Ateneo, per accogliere, in modo continuativo, le proprie attività riguardanti l'orientamento, il supporto agli studenti, la segreteria universitaria, nonché da utilizzare come sede di esame per gli studenti dell'intero territorio nazionale. La proposta di deliberazione era stata però rinviata agli uffici tecnici per ulteriori approfondimenti.

In merito, il consigliere comunale di Lamezia Insieme, Rosario Piccioni, aveva poi dichiarato: “È chiaro a tutti che nessun dirigente si sognerebbe di far arrivare in giunta la proposta di assegnazione di un immobile comunale ad un ente che non è un'associazione no profit ma un ‘privato’ e con fini di lucro, senza averne parlato prima con l'assessore al ramo o con il Sindaco. Nel massimo rispetto per le finalità di una realtà come l'Università Telematica Pegaso, un bene di grande valore storico e culturale per la nostra comunità non può essere affidato senza una minima discussione, né a livello politico né tra le realtà culturali e associative cittadine”.

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