
Lamezia Terme – Termina l’occupazione del Teatro Grandinetti: la protesta da parte di genitori, allievi ed insegnanti delle scuole di danza era partita nel pomeriggio di giovedì. Un gruppo di persone, tra cui mamme e bambini, armate di cartelloni, hanno prima protestato davanti al teatro in via Cassoli, spostandosi poi a manifestare nelle strade adiacenti, bloccandole, per poi culminare la protesta occupando simbolicamente il Teatro Grandinetti, dove hanno passato la notte, scortati dagli agenti della Polizia del Commissariato lametino che hanno assicurato la sicurezza, mentre già dal momento della protesta erano arrivati oltre alla polizia, carabinieri e polizia locale.
Un giovedì pomeriggio di fuoco: la protesta si era animata dopo la comunicazione da parte del Comune di un ulteriore slittamento dei saggi conclusivi di fine anno. Se già nei primi giorni di maggio si erano scaldati gli animi durante un incontro in Comune con il commissario prefettizio Francesco Alecci, che pur aveva spiegato come il problema della mancata agibilità fosse la mancata variazione catastale dovuta alla realizzazione di alcuni camerini, la situazione sembrava potesse risolversi in poco tempo ma, arrivati a giugno, la variazione catastale non è ancora arrivata. Oggi, alcuni tecnici sono così arrivati in Teatro per effettuare tutti i sopralluoghi e le misurazioni così da poter inviare la documentazione.

Dopo una riunione tra una delegazione delle associazioni che hanno aderito alla protesta, si è così giunti alla decisione di fermare l’occupazione, che seppur pacifica, avrebbe potuto compromettere la situazione. Avuta la rassicurazione da parte del Comune, i saggi e gli spettacoli dovrebbero slittare di un’altra settimana, ed avviarsi dal 15 giugno in poi, così da permettere di avere tutte le carte in regola. Esponendo le motivazioni dello stop all’occupazione, i delegati hanno spiegato che, una volta ottenuta la planimetria da parte dei tecnici e comunicata agli uffici comunali, dovrebbe partire l’iter per il protocollo dell’accatastamento, così da poter ottenere, in uno step successivo, l’ok da parte dei dirigenti per ottenere prima l’agibilità del Teatro e per poter usufruirne, poi, con l’autorizzazione per gli spettacoli.

Intanto, i delegati vorrebbero continuare una sorta di autogestione: usufruire della struttura durante il giorno per fare le prove con gli allievi e creare dei “momenti culturali”, lasciando però, il teatro per le ore notturne. Una presenza fissa e pacifica, per dimostrare che sulla questione non sono intenzionati a retrocedere. Gli stessi delegati delle scuole di danza e delle asociazioni sono stati ricevuti in Commissariato dal dottor Paduano per poter definire la situazione.
C.S.
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