
Lamezia Terme – “Un sentito pensiero - ha esordito un’emozionata Anna Fittante nel ricevere l’omaggio - va alla professionalità del sempre compianto e maestro di correttezza e rispetto, avvocato Carlo Mauro, un grande amico di mio padre che lo definiva il migliore di noi”. La giovane avvocatessa, che ancora non ha fatto il giuramento, grazie a questo riconoscimento sarà “spinta ad andare avanti” nel suo percorso di studi sulla materia legale, perfezionandoli. La nuova legale nell’aula Garofalo del Tribunale di Lamezia Terme è stata omaggiata prima con un libro: ‘Il portico della luna’ scritto dalla madre dell’avvocato Carlo Mauro, Pina Majone Mauro, il cui ricavato sarà devoluto alla ricerca sulle malattie neurodegenerative e poi con la borsa di studio intitolata alla memoria di 'Carlo Mauro', il giovane avvocato scomparso prematuramente lo scorso anno in quanto affetto da una forma aggressiva e invasiva di SLA (una malattia neurodegenerativa progressiva).

Pina Majone Mauro, profondamente commossa, a sua volta, nel ricordare sia il figlio e sia il marito, ha omaggiato l’Ordine degli avvocati con l’ultimo libro scritto dall’avvocato Albino Mauro (padre di Carlo): ‘Esperienze dell’avvocato di ieri e dell’avvocato di oggi’. Anna Fittante in occasione degli ultimi esami di Avvocato ha ottenuto il maggior punteggio fra gli altri giovani iscritti al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, distinguendosi per lo studio attento e preciso della giurisprudenza. A congratularsi con lei il personale giudiziario presente, il presidente dell'Ordine degli Avvocati Antonello Bevilacqua che oltre a porgere i migliori auguri alla nuova collega, “sono sicuro che diventerà una grande giurista” ha voluto ricordare l’avvocato e amico Mauro, “come un vero amico, una persona speciale che ancora poteva dare tanto. Anna Fittante - ha aggiunto Bevilacqua - la giovane toga che accogliamo oggi è la figlia di un grande amico di Carlo e, con oggi si chiude un cerchio. Mauro sapeva bene della sua malattia, ma ha saputo sino all’esiziale esito, non far trapelare il suo male ai colleghi”.
Francesco Ielà




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