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Lamezia Terme - A colmare le varie lacune dei vari reparti dell'Ospedale Giovanni Paolo II, e che riguardano da vicino i pazienti con le loro famiglie, ma anche il personale sanitario tutto, sono spesso le associazioni. In questo, continuano a a giocare un buon ruolo la beneficenza e le donazioni del Rotary Club Lamezia Terme. Al reparto di Neonatologia, infatti, è stato donato un nuovo strumento utile ad osservare il fondo dell'occhio e le varie strutture che compongono la tonica retinica del bulbo oculare: l'oftalmoscopio. 

Soddisfatto il Presidente del Rotary Club Lamezia, Vincenzo Scarcella, circondato dall'entusiasmo di medici e infermieri nell'avere a disposizione uno strumento efficace alla diagnosi precoce, con cui prevenire patologie già a partire dal momento della nascita. "L'idea è nata ascoltando le esigenze del reparto - ha affermato Vincenzo Scarcella - siamo sempre stati vicini alle istituzioni per aiutare le persone con notevoli difficoltà. Dall'idea alla realizzazione concreta sono trascorsi pochi giorni, anche meno di un mese". 

L'oftalmoscopio consentirà di effettuare su tutti i nati screening oculistici per individuare precocemente patologie infantili al fine di prevenire possibili cecità.  A parlarne più nel dettaglio, la dottoressa Rossella Galiano, nonché figlia del noto preside Ezio Galiano di Catanzaro, uno dei pilastri dell'Unione Italiana Ciechi, al quale si deve la digitalizzazione di una serie di testi che attualmente fanno parte del Progetto Gutenberg Italia, dando la possibilità alle persone non vedenti di poter leggere attraverso dispositivi digitali. 

"Stiamo dando alcune opportunità all'Ospedale di Lamezia Terme - ha detto la dottoressa Galiano, neonatologa - questo strumento ci permetterà di risolvere alcune patologie. Insieme ai bambini del reparto e alle loro famiglie siamo davvero grati per questo dono. Sono figlia di un cieco, so le grandi cose che mi ha dato mio padre ma so anche le cose che mio padre ha perso". 

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Presente, inoltre, la dottoressa Mimma Caloiero, responsabile del reparto di Pediatria, da cui è partita l'idea mossa insieme al Rotary Club, il dottor Giuseppe Perri, direttore del reparto Ostetricia e Ginecologia, e Antonio Cavallaro del Direttivo 'Cataratta Congenita' che ha fornito la sua voce in quanto papà di un bimbo a cui è stato diagnosticato, per fortuna già al momento della nascita, un problema di cataratta congenita bilaterale. 

"Nel nostro caso la diagnosi è stata fatta precocemente a Catanzaro, in ospedale, ma spesso questo non avviene. Qual è il problema di una diagnosi non precoce? Si va incontro a una ipovisione molto grave, prima si tolgono gli ostacoli prima il bambino impara a vedere - racconta Antonio Cavallaro - noi siamo intervenuti subito, durante il primo mese e mezzo". 

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La diagnosi del riflesso rosso consente di individuare altre patologie oculari, fra cui il retinoblastoma, un tumore della retina. In questo caso non si rischia solo la cecità.  "In Calabria molti sono stati i casi di retinoblastoma - ha aggiunto Cavallaro - che non sono stati diagnosticati in tempo. Il vero dramma, al di là della diagnosi, è la cura. In Calabria non ci sono centri di oftalmonogia pediatrica, e ciò spesso porta a numerosi viaggi fuori regione". È chiaro che non tutti possono permettersi di effettuare continui viaggi in tal senso. Motivo per cui si lancia anche un allarme al mondo della sanità calabrese che, se potenziata, porterebbe a un aumento di pazienti curati in 'casa' ma anche a una maggiore professionalità a livello di immagine. 

Antonio e suo figlio hanno finora compiuto 50 viaggi, per cure fuori regione, con oltre 32 narcosi. Ma oltre alla sofferenza c'è anche l'amore e la speranza. "Il professor Salfi, ingegnere di Catania, ha elaborato di recente un'App per smartphone che, come associazione, abbiamo finanziato nella ricerca - ha concluso Cavallaro – e che consente di individuare, mediante uno foto con flash nell'occhio del bambino appena nato, la presenza o meno del riflesso rosso. Al momento l'App è nella fase di sperimentazione e sarà presto uno strumento che potrà essere utilizzato per pediatri di base. È molto importante che i controlli oculistici si facciano alla nascita e non prima della scuola elementare, e vanno ripetuti entro i 3 mesi, ogni 6 mesi, un anno, perché può anche succedere che alla nascita vi sia il riflesso rosso e che poi si presenti un problema nei primi mesi". 

Valeria D'Agostino

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