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Lamezia Terme - Presidio continuato, da parte del coordinamento 19 marzo, davanti l’ingresso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme. Il sit-in, “fondamentalmente di protesta - commentano gli promotori - nei confronti di una riorganizzazione sanitaria ed ospedaliera non condivisibile e non utile all’utente lametino e calabrese per i tanti motivi che ormai da mesi si sostengono, ha portato a constatare che non è affatto vero che la cittadinanza si è arresa ma, al contrario, è attenta e si interessa attivamente alla questione. Veramente in tantissimi, tra giovani e più anziani, si sono fermati tanto per mostrare la solidarietà al coordinamento stesso quanto per segnalare altri e molti aspetti che, per quanto anche piccoli possano sembrare, se risolti migliorerebbero la vita quotidiana di tantissimi. Per molti, ci sembra proprio possa bastare la volontà di risolvere”.

Dal coordinamento rendono noto che il presidio hanno avuto modo di intervenire il Sindaco Paolo Mascaro, vicino alle tematiche portate avanti dal coordinamento, il Consigliere regionale Mario Magno, il quale si è mostrato disponibile a portare in Consiglio una c.d. piattaforma rivendicativa che a breve il coordinamento si farà carico di stilare oltre a continuare a portare avanti una politica a difesa del nosocomio lametino, tesa all’apertura del centro protesi INAIL ed a verificare la veridicità della presenza di quei fondi destinati all’ospedale; i Consiglieri comunali Domenico Gennaro Gianturco che ha ribadito la sua prontezza verso future azioni tese all’ottenimento di risposte e Giancarlo Nicotera che ha evidenziato le tante promesse fatte e mai mantenute oltre allo spreco anche economico che è possibile evitare. È stato disponibile ad organizzare un incontro con una delegazione del coordinamento il Dirigente Generale Giuseppe Perri che verrà fissato a breve. Il coordinamento ha tenuto poi a richiedere “un maggiore accentramento nel settore pubblico dei servizi ed a non portare tante prestazioni ed utenti verso i privati (che non tutti possono permettersi ormai) e soprattutto ad invitare i tanti cittadini ed operatori a continuare a non rassegnarsi ma ad essere sempre attenti e pronti ad altre iniziative civili. Ci si aspetta infine una presenza ed incisività maggiore anche dal mondo sindacale (peraltro assente) ed associazionistico”.

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