
Lamezia Terme – “Prevenzione alla corruzione: tra etica, legalità e valori” questo il titolo del convegno organizzato, all’interno di un locale del centro cittadino, da Kitsy Niaty, promotrice autonoma e moderatrice dell’evento, in qualità di ricercatrice in diritto costituzionale ed europeo, insieme alla sorella Zaira Niaty, legale del Movimento difesa del Cittadino di Lamezia. Al tavolo anche l’onorevole Arturo Bova, presidente della Commissione regionale anti ‘ndrangheta, Pietro Melia, Maria Antonietta De Fazio e Aldo Rosa, entrambi candidati alle prossime elezioni del 4 marzo per Liberi e Uguali.
Mafia e Corruzione. Due facce della stessa medaglia, a cui si aggiunge molto spesso la politica e alcuni apparati deviati dello Stato. “L’incontro nasce anche dall’esigenza di riflettere sul terzo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia Terme” – affermano, senza però entrare nel merito. “Non vogliamo attribuire a Dio tutta la colpa – commenta Kitsy Niaty – Tutta la corruzione è umana”. Dove circola denaro circolano anche soggetti che vogliono anche lucrare. E i settori non sono più quelli di una volta. Da qui lo sguardo su mafia e corruzione. “Un tema assente in questa campagna elettorale. Almeno una formazione, sebbene più autonoma, si sta spendendo in lungo e in largo” – afferma Arturo Bova, ponendo l’accento a favore di Liberi e Uguali. Secondo il Presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta per poter sconfiggere il fenomeno mafioso occorre conoscerlo, andando oltre la narrativa dei nonni, oltre la filmografia ecc. “Dobbiamo sapere che la ‘ndrangheta costituisce la più grande holding dell’impresa internazionale del crimine” – prosegue, a proposito di una ‘ndrangheta ormai trasferita fuori, con le sue attività illecite, traffico di droga, riciclaggio. “La ‘ndrangheta s’è posta come la più grande lavatrice di soldi riciclati al mondo. La gente è apatica? Ma la politica deve ritornare ad intercettare le istanze del cittadino”. Per incidere sui cittadini occorre però essere persuasivi, in modo particolare con i giovani occorre attuare nuovi stimoli, mediante un cambiamento di linguaggio, di codici espressivi, in questo la politica continua a perdere punti.
“Oggi i metodi malavitosi sono più raffinati, hanno allungato le mani nella politica – prosegue Zaira Niaty – ma esistono, tuttavia, delle misure normative, delle leggi, ben articolate, e su cui si può fare riferimento. Fra queste, la L. 90/2012, il sistema anticorruzione che sebbene consta di un solo articolo è molto ampio”. Oltre al principio di legalità, riempito di retorica, è bene tenere presente anche l’etica. “È necessario attuare il codice etico di comportamento, osservarlo come una Bibbia”.
Valeria D'Agostino
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