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Lamezia Terme – "Le mafie traggono dal gioco d’azzardo i loro maggiori vantaggi economici", ad evidenziarlo Armando Caputo dell’Antiracket Lamezia Onlus durante il convegno regionale del CNCA Calabria sulle problematiche psico-socio sanitarie legate al gioco d´azzardo. "Economie in gioco", "mi gioco la salute", "le forze in campo" le tre sessioni che si sono susseguite durante la mattinata. L´apertura dei lavori è stata affidata a Marina Galati (CNCA), mentre a moderare è stata la giornalista Maria Pia Tucci. Filippo Torrigiani ha elencato i grandi numeri riscossi da casinò online, lottomatica e scommesse. “Il gioco d’azzardo è un male insito nell’uomo ed ha sempre coperto un posto importante nei suoi ricorsi storici fino ad arrivare ai giorni nostri con lotterie e simili”. “A livello mondiale il livello del gioco legale è arrivato all’esorbitante costo di 470 miliardi di dollari, un fatturato enorme pari a quello delle grandi aziende internazionali come l’Apple. Ma altrettanto grandi sono i numeri del gioco quando diventa d’azzardo, in quanto non ne esiste una regolamentazione”. “i danni del gioco diventano ingenti quando ad infiltrarcisi è l’illegalità che pare viaggi in parallelo con il gioco d’azzardo”.

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“Le mafie dall’impetuoso vortice del gioco traggono i maggiori vantaggi economici”. È questa la linea tracciata da Armando Caputo (presidente ALA). “Le persone coinvolte nel vortice del gioco non sono solo quelle che appartengono alla criminalità ma anche chi ne è estraneo”. “Queste affascinate dal demone della puntata e del rischio accumulano debiti che non riescono ad onorare e quindi si rivolgono a persone sbagliate come usurai e mafiosi delle quali diventano vittime. “Il malaffare marcia sul disagio causato dalla dipendenza del gioco trasformando un semplice cittadino in un malato di gioco”. Roberto Gatto (comunità progetto sud) ha affrontato il problema andando nelle scuole. Questionari mirati alla conoscenza e all’uso del gioco sono stati proposti ai ragazzi. “Dalle risposte date ai questionari anonimi sono emersi numeri importanti, alcuni ragazzi giocano grandi cifre (sino a 500euro a settimana). Ma si gioca, sempre in base alle risposte anonime, per sfidare la sorte, per guadagnare soldi in modo facile ma, è bene ricordare che il vinci facile non esiste”. “Un risultato significante - ha annotato Gatto – è stata invece la cresciuta consapevolezza che il gioco può diventare dannoso”. La neurologa Caterina Ermio nonché presidente nazionale AIDM ha fornito una disamina sulle patologie da un punto di vista medico. “La dipendenza è un disturbo e va contrastato in modo specifico e ci occupiamo come associazione da tempo di queste situazioni”. “Lo studio della dipendenza - ha segnalato - va attenzionato e deve entrare nel tavolo della medicina di genere”.

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“Una dipendenza senza sostanze, una patologia vera e propria” così lo definisce il direttore del Sert di Catanzaro Franco Montesano che ne delucida i sintomi quali irrequietezza, ansie, tolleranza al gioco, perdita di relazioni importanti, situazione economica che inizia a vacillare, continue richieste di denaro e conseguente indebitamento”. Il referente nazionale di Avviso Pubblico Fausto Cordiano ha dato in merito il suo contributo dal punto di vista politico. Anche Arturo Bova (commissione regionale contro la ‘ndrangheta) ha dato un suo contributo politico sulla diffusione quasi selvaggia delle sale gioco, vicine anche a scuole, luoghi di culto e centri giovanili aggregativi. Ma queste sale “sono i primi centri da dove i ragazzi vengono prelevati per poi farli entrare negli ambienti mafiosi. “È chiaro quindi che dietro l’azzardo c’è la ‘ndrangheta”. “pertanto - ha rimarcato con forza - sarebbe bene calendarizzare la proposta di legge che voglio portare avanti contro il gioco d’azzardo e promuoverla con incontri e consigli comunali aperti organizzati in tutti i territori calabresi”.

A don Armando Zappolini presidente CNCA sono state affidate le conclusioni. Zappolini ha lamentato la mancanza di una norma che regolamenti l’azzardo e ha espresso la necessità di vietarne in ogni modo la diffusione e la pubblicità che andrebbe ad intaccare le categorie più deboli “come anziani e giovani e porre dei limiti, anche temporali  al funzionamento di slot e macchinette varie”. Paolo Mascaro nel commentare la giornata ha puntualizzato e puntato sulla responsabilità che ognuno di noi deve assumersi nell’ambito della dipendenza. “Dipendenza e devianza sono temi sui cui dobbiamo interrogarci tutti con coraggio, a partire dallo Stato centrale, perché tali problematiche vanno affrontate con responsabilità per evitare di diventare vittime di una economia malata”.

Francesco Ielà

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