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Lamezia Terme – Il coordinamento cittadino 19 marzo interviene sul caso di meningite accaduto a Lamezia, criticando la scelta del ridimensionamento dell’ospedale cittadino. “A caldo, non ci sentiamo di condividere neanche le motivazioni fornite dal direttore dell’Asp di Catanzaro, dottor Giuseppe Perri, - scrivono in una nota - al fine di non creare allarmismi: il fatto che i numeri di casi di infezione da meningococco registrati nella provincia di Catanzaro ed in generale in tutta la Calabria rientri assolutamente nella media annuale nazionale non consola o tranquillizza in molti; il fatto che la malattia si fosse potuta affrontare diversamente resta”.

“Rassicura molto di più sicuramente il fatto che il centro vaccini dell’Asp del territorio – continua - sia attivo come dichiarato dallo stesso direttore, rassicurerebbe ancora di più, ognuno di noi, sapere che un reparto di malattie infettive e virologia fosse aperto ed attivo anche nel territorio lametino, come era fino a neanche un mese fa”.“Si ricordi che lo stesso reparto di microbiologia del Giovanni Paolo II – prosegue - era stato da circa due anni ristrutturato e che era fornito di strumenti ed elementi di cui non è ancora fornito nessun altro reparto simile in Calabria. Vi si preferiva fare analisi particolari per più motivi, tra tanti il fatto che si garantivano tempi di risposta più celeri: quello che poteva essere offerto anche nel caso di specie, ahinoi, concluso nel peggiore dei modi. Tutto ciò non sarebbe rassicurante per la sola Lamezia Terme, bensì per tutti i Comuni più vicini a questa rispetto Catanzaro: lo stesso DCA 30/2016 (c.d. Decreto Scura) nella tabella 11 di cui a pagina 10 dell’allegato n. 5, riconosce quanto stiamo affermando, ovvero che, dell’intera area Centro, solo Crotone e Soverato risultano, in minuti, i più vicini alla struttura ospedaliera catanzarese”.

“Sarebbe bellissimo – prosegue - se ogni Spoke, ospedale generale o ospedale di zona montana avesse al suo interno un reparto di questa importanza, ma perché se ne prevedono ben due a Catanzaro e nessuno in altre location, anche meno attrezzati? Il tutto – conclude - auspicandoci che l’attività commissariale possa finalmente invertire la rotta e ripristinare quanto senza giuste ragioni rimosso o drasticamente depotenziato”.

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