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Lamezia Terme – Il futuro dell’ospedale lametino al centro di un incontro che si è tenuto oggi tra il Coordinamento Sanità 19 marzo, il Comitato Salviamo la Sanità del Lametino, e i dottori Nello Sofi e Armando Cavaliere, l’ex primario del reparto di cardiologia Antonio Butera, l’onorevole. Sebastiano Barbanti, e il delegato regionale alla Sanità Franco Pacenza.

“Nessuno scontro tra le parti” è quanto hanno convenuto tutti i partecipanti, quanto piuttosto “lavorare per il raggiungimento dello scopo principale di offrire una Sanità funzionante a chi necessiti (perché questo è il diritto alla Salute) dello stesso servizio”. “A dimostrazione di quanto i cittadini intendano “lavorare con” e non “contro” – scrive il comitato - chi attualmente detiene potere decisionale sulla Sanità in Calabria e con la stessa politica che intendesse effettivamente però interessarsi della causa, si è fatto presente lo studio redatto dal CESMAV, il quale attesta anche dal punto di vista scientifico il valore del G.P. II, consegnato al Direttore Generale dell’Asp di CZ, Dott. Giuseppe Perri , circa una settimana fa e portato a conoscenza di molti esponenti politici e tecnici, oltre a riconoscere la centralità del nosocomio lametino e l’importanza della struttura che lo ospita (considerandola dal punto di vista interno quanto esterno) poco “sfruttata” rispetto a quanto ha da offrire”.

Rassicurazioni sono state date sull’apertura del Centro protesi INAIL. “Non si poteva inoltre non fare riferimento – si legge - al Trauma center ed al Patto per la Calabria che vede destinare 20 milioni di Euro all’ospedale di Lamezia Terme: fondi che ovviamente ci sono. Si è sottolineata, quindi, l’importanza della presenza di molti reparti invece soppressi in Città”.

“Le varie associazioni continuano quindi ad auspicare la fine di questa epoca commissariale – concude la nota - per avere un confronto ancora più efficace con la politica che voglia realmente fare l’interesse della persona, perché è con la buona Sanità che automaticamente si potrebbero realmente sanare i conti, e mai badando solo alla finanza ottenere il contrario o anche il risanamento di conti: questo ci dimostra l’esperienza commissariale”.

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