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Lamezia Terme - Si è costituito a Lamezia Terme l’Osservatorio dei Diritti delle Persone Migranti costituito da Associazioni, Sindacati, Forze Politiche, singoli Cittadini. L’iniziativa si è strutturata in forma di coordinamento permanente dopo la protesta effettuata da un gruppo di migranti, ospiti del Cas di Pian del Duca, davanti alla sede del Commissariato di Polizia lametino, alla quale tutti i soggetti che costituiscono l’Osservatorio, hanno partecipato spontaneamente, dimostrando la loro solidarietà sull’argomento.  

A promuovere l’Osservatorio dei Diritti delle Persone Migranti sono il Gruppo dei Giovani Migranti in Lotta del Cas di Pian Del Duca, Altra Lamezia, PRC Circolo Argada, CGIL Catanzaro-Lamezia, Unione Sindacati di Base di Lamezia Terme, alcuni cittadini.  

L’Osservatorio dei Diritti delle Persone Migranti si dice “aperto al contributo e alla partecipazione di tutti coloro che in città, in modo personale o organizzato, ritengono importante impegnarsi perché esse siano sempre accolte e aiutate nel rispetto pieno e assoluto dei loro diritti umani. Esso intende – aggiunge - porsi come punto di riferimento di tutti quanti vivono questa realtà e rivendicano giustizia, diritti, integrazione”.

“Le richieste dei migranti – specificano - riguardano la corretta informazione sulle procedure per l’ottenimento di asilo politico, una continua e adeguata assistenza legale, condizioni di vita e d’igiene adeguate, una più efficace assistenza sanitaria, l’insegnamento della lingua italiana, un atteggiamento improntato al confronto e al rispetto da parte degli operatori nel centro ospitante, la libera circolazione in esso di quanti, associazioni culturali, gruppi di auto-aiuto, singoli cittadini, volontariamente e gratuitamente intendono promuovere e cogestire con le persone migranti occasioni e opportunità di confronto e di integrazione”.

L’osservatorio ribadisce quanto affermato nelle scorse settimane, da alcuni dei suoi aderenti, sulla gestione dei Cas nell’hinterland lametino. Secondo l’Osservatorio alcune delle istanze ribadite in questo comunicato ed espresse già in precedenza, sono “affrontati, da chi gestisce i centri di Pian Del Duca e di Feroleto, in modo inadeguato e approssimativo, come si evince dalle testimonianze dei migranti in lotta, dai servizi giornalistici dei giorni passati, dai rapporti delle associazioni e di parlamentari che hanno visitato i centri”.

La questione sarebbe stata oggetta di discussione in un incontro che una delegazione dell’Osservatorio avrebbe ottenuto con il Prefetto Luisa Latella. “Nel corso dell’incontro – scrivono - abbiamo avuto conferma della rescissione della convenzione con il Cas (Centro di Accoglienza Straordinaria) di Feroleto così come abbiamo appreso che la Prefettura ha provveduto a formalizzare una serie di rilievi, con relativa penalità, così come previsto dalla convenzione, ai gestori del Cas di Lamezia Terme”.

“Una particolare attenzione dell’Osservatorio – rimarcano - riguarda il lavoro, dal momento che persone migranti sono attualmente utilizzate dal Comune di Lamezia Terme per il Verde Pubblico; richiesta che proviene dai migranti in lotta i quali respingono l’ipotesi che quella attualmente praticata rappresenti una procedura di integrazione”. Anche questo aspetto è stato fatto presente al primo cittadino, Paolo Mascaro, incontrato, sempre dall’Osservatorio per discutere della problematica. “in particolare- scrivono - è stata richiesta la verifica formale e sostanziale delle convenzioni, a partire da quelle stipulate dalla precedente Amministrazione, sostanzialmente recepite da quella  attuale; il rispetto di tutte le norme di legge in materia di lavoro; la verifica della sussistenza di tutti i  prerequisiti richiesti dalla legge in materia di assicurazione e di sicurezza; la tracciabilità di tutte le operazioni economiche e finanziarie. Uguale e immediata richiesta – aggiungono -  l’Osservatorio rivolgerà all’Ispettorato del Lavoro”.  

“Crediamo – proseguono - che le istituzioni cittadine quali il Sindaco e l’Amministrazione, il Consiglio Comunale, il Direttore della ASP, abbiano il dovere di vigilare sulla correttezza della gestione del Cas e di ogni altra struttura ospitante che graviti sul territorio comunale e della ASL”.

“L’Osservatorio – specificano - è inoltre impegnato da diversi giorni nell’assistenza legale di molti migranti convinti come siamo che accanto alla denuncia è necessaria una azione concreta di solidarietà. In questo senso intendiamo ringraziare pubblicamente gli avvocati e i ragazzi che li supportano nelle traduzioni per il loro lavoro volontario. Per quanto ci riguarda continueremo a controllare che vengano offerte a queste persone condizioni di vita dignitose e di far osservare le regole che garantiscono l’accoglienza e i diritti dei migranti”.

“A Lamezia, - continuano - come in tutta la Calabria e nel Paese, l’affluenza delle persone migranti e in fuga dai loro paesi per guerre, genocidi e soprusi di ogni tipo, è destinata ad aumentare. La dimensione del problema non deve però diventare un alibi per la cattiva gestione, per l’inosservanza di regole e di compiti che lo Stato consegna a tutti gli organi che si occupano di accoglienza, in primo luogo le prefetture, dalle quali ci aspettiamo un più rigoroso e attento controllo di inadempienze e approssimazioni. Noi crediamo che le difficoltà debbano essere risolte sapendo di avere di fronte persone, rese fragili e sofferenti da condizioni terribili, da guerre e persecuzioni, da abusi e ricatti di ogni tipo, reduci delle traversate spesso dolorose e drammatiche nei barconi”.

“Per quanto ci riguarda, faremo in modo che non solo Riace e il suo Sindaco ma anche la nostra città – concludono - diventi luogo di accoglienza e di solidarietà, rovesciando con atti concreti e visibili la pessima immagine di Lamezia che alcuni si ostinano pervicacemente a dare”.

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