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Lamezia Terme – Una vera e propria discarica a cielo aperto quella che si può trovare in località San Sidero a Lamezia Terme nei pressi del fiume Piscirò-Spilinga. Purtroppo non si tratta di un caso isolato, perché nelle campagne lametine spesso ci si può imbattere in zone dove l’abbandono dei rifiuti è senza controllo. Quando si parla di rifiuti, si passa dalla “semplice” spazzatura casalinga, fino alle lastre di eternit e ai resti di macchine industriali, passando da televisori, pezzi di carrozzerie di automobili e scarti di demolizioni. Rifiuti che, in alcuni casi, vengono, tra l’altro, anche bruciati. Il tutto, coperto da una folta vegetazione che sembrerebbe proteggerli da occhi indiscreti. La situazione è insostenibile, soprattutto per chi li ha un appezzamento di terreno e vorrebbe coltivarlo e trarne i frutti.

La zona dovrebbe essere un angolo di natura incontaminato, lontano dalla città ma, purtroppo, la mano dell’uomo ha provocato, almeno in questo tratto, l’effetto contrario, incuranti del danno ambientali e anche delle norme che regolano l’abbandono incontrollato di rifiuti, perché di questo si tratta. Esasperato dalla situazione, un nostro lettore e cittadino di Lamezia Terme, Andrea Notaro, ha deciso di scrivere una lettera firmata per denunciare la situazione, che di seguito pubblichiamo integralmente.

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La lettera

“Desidero segnalare all’attenzione delle pubbliche autorità, la presenza di una discarica abusiva a cielo aperto, da ormai più di sei anni sita in località San Sidero, nei pressi del fiume Piscirò Spilinga. Sono presenti, infatti, rifiuti e detriti come Eternit, plastica, gomme e marmi. Essendo proprietario di un terreno agricolo nei pressi di tale località, pregherei chi ne ha competenza, che effettuasse un sopralluogo per verificare il degrado in cui il fiume versa e che venisse fatta una adeguata pulizia per permettere a me proprietario, di poter continuare serenamente a procedere con la coltivazione, in modo tale che questa rimanga incontaminata. Attualmente e, ripeto che sono sei anni che sono costretto a non poter beneficiare del mio raccolto, questo mi causa un danno non indifferente. Con la presente spero che questa sia la mia ultima lettera, dopo aver mobilitato Polizia Locale e Corpo Forestale dello Stato ma fino ad oggi mi sono reso conto che a nulla è valso il mio gesto educativo. Il mio auspicio e ciò che spero, è che come privato cittadino vengano tutelati i miei diritti e presi in seria considerazione, come io ho garantito sempre pagando le tasse”.

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La situazione è, quindi, diventata per lui insostenibile e vorrebbe sapere chi sono i responsabili di questa situazione, anche perché come ci ha spiegato, ogni qual volta si reca in prossimità dei suoi terreni è impossibilitato ad entrarvi poiché i rifiuti gli impediscono il passaggio, costringendolo a chiamare un trattore che lo aiuti a spostarli, con notevoli costi. Notaro ci ha spiegato che aveva anche intenzione di posizionare alcune telecamere di sorveglianza ma i proprietari dei terreni circostanti non avrebbero voluto.

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