
Lamezia Terme - "Il primo passo sarà quello di calarmi nel nuovo ruolo che, giocoforza, dovrà avere un aspetto organizzativo molto importante rispetto a quando ero un semplice sostituto, e chiaramente poi individuare quelle che sono le priorità. Nel territorio di Lamezia ci sono tante priorità, dai reati ambientali fino ad arrivare a quelli più gravi che possono essere quelli contro la pubblica amministrazione, oppure addirittura gli omicidi, reati contro il patrimonio. Quindi con i miei colleghi dovremo cercare di individuare il modo più efficace, ripeto, per rispondere sempre e comunque in un modo o in un altro a quelle che sono le istanze le domande di giustizia che arriveranno dal territorio lametino e dal circondario". Così, il nuovo procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Elio Romano in occasione della cerimonia ufficiale del suo insediamento a Capo della procura lametina avvenuta stamattina alla presenza, fra gli altri, del presidente del Tribunale, Giovanni Garofalo, della presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, del Procuratore generale di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio, del procuratore della Dda catanzarese, Salvatore Curcio. Da evidenziare l’assenza degli amministratori locali, dal sindaco agli altri componenti dell’esecutivo cittadino.
Dal presidente del Tribunale, Garofalo il saluto d'investitura ufficiale e la lettura del verbale di insediamento. "Il dottor Romano - ha sottolineato Garofalo - è un lavoratore straordinario, una grande mente con forti capacità di operare collegamenti con tutte le dinamiche del territorio nella linea tracciata dal procuratore Curcio". Quindi, gli altri saluti con brevi messaggi da parte della presidente Epifanio che ha parlato di "Procura complicata e importante come Lamezia. Lei trova un'eredità importante sul solco di quanto fatto dal procuratore Curcio, e avrà il compito di essere al servizio dei cittadini, di essere un servitore dello Stato”. Dal procuratore generale, Lucantonio l'auspicio di buon lavoro in un posto che "tutto sommato è stato ricoperto in breve tempo dopo la nomina di Curcio alla Dda". Da segnalare anche l'intervento e il saluto dell'avvocato Renzo Andricciola, presidente della Camera penale.

Romano era stato nominato dal Plenum del Consiglio superiore della magistratura dopo la decisione della quinta commissione che aveva indicato il magistrato all'unanimità. Già sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, subentra a Salvatore Curcio procuratore a Catanzaro. Quella di Lamezia è una piazza conosciuta dal magistrato dove ha coordinato numerose inchieste contro la criminalità organizzata scardinando diverse cosche.
Un ritorno a Lamezia, dunque, per Romano che poi, soffermandosi con i giornalisti ha ricordato la precedente esperienza in città da sostituto. "Sono arrivato come sostituto qui il 30 settembre del '99 e di lì a poco purtroppo si scatenava la terza guerra di 'ndrangheta dall'indomani della sentenza "Primi Passi". Poi - ha evidenziato - il mio percorso è proseguito per 10 anni qui, successivamente sono andato a Catanzaro dove, come Direzione distrettuale antimafia, ho continuato ad occuparmi della zona di Lamezia quindi diciamo che la conosco abbastanza bene, per un periodo ho anche fatto praticamente il procuratore facente funzioni prima dell'arrivo del dottor Vitello".
Il nuovo procuratore poi da noi sollecitato ha fatto riferimento alla riapertura dell'indagine sull'uccisione dei netturbini, Tramonte e Cristiano. "Io me ne sono occupato - ha risposto Romano - credo a più riprese nella stagione, diciamo così, dei collaboratori di giustizia e purtroppo non riuscimmo mai ad individuare dei soggetti fisici a cui poter prestare attenzione". Nonostante, abbiano fatto notare, ci fossero delle dichiarazioni di alcuni “politici” che indicavano nomi esatti di amministratori.
"Quello che fu individuato - ha chiosato Romano - fu il probabile contesto di quell'efferato duplice omicidio, ma chiaramente di lì a poter fare dei capi di imputazione ne passava ed è stato uno dei miei rammarichi, perché comunque dei cosiddetti cold case lametini siamo riusciti a risolverne tanti". Sulla riapertura dell'inchiesta Romano è stato lapidario: "su questo, anche perché poi nell'ultimo periodo come Dda ero su Crotone, non posso rispondere".
Antonio Cannone










