
Lamezia Terme – Nel secondo giorno dell’Ente Fiera Agricola, giunta alla sua 46° edizione, presso il Mercato Botticelli a Sambiase, è stato presentato il progetto che ruota intorno ai grani antichi e mulini storici, panifici e pastifici, con la presenza dell’assessore alle attività produttive della regione Calabria Carmen Barbalace pronta a raccogliere le istanze del nutrito partenariato. Presenti al convegno il presidente dell’Ente Fiera Lamezia Maurizio Vento, Antonello Torchia, Pino Campisi presidente regionale Acli Terra Calabria, Giuseppe Critelli esperto economia sociale e una delegazione della condotta Slow Food Lamezia. Una rete di mulini storici, molti in pietra, è già riuscita nell’area grecanica a creare ‘sistema’. Se ne contano almeno 13 in Calabria. Da questo dato parte la necessità di allargare uno sviluppo dell’attività produttiva, con un percorso di controllo certificato. Una iniziativa volta alla creazione di una comunità etica e sociale dei cereali antichi di Calabria funzionale alla riscoperta delle produzioni autoctone e alla creazione di lavoro. Crescita della produzione e base di vendita i pilastri portanti.
“L’unico modo per uscire dalla crisi – afferma Campisi – è quello di creare impresa, laddove per impresa s’intende sviluppo delle politiche attive”. Niente di nuovo dunque, emerge dal racconto, se non l’urgenza di creare ‘massa critica’, di disciplinare tale sistema intorno ad un marchio unico. “Fanno parte del nucleo diverse aziende – prosegue Campisi di Acli Terra Calabria – alle istituzioni chiediamo l’internalizzazione del prodotto, non finanziamenti”. Tra le richieste, contenute nel progetto esposto all’assessore Barbalace, c’è l’idea dell’approvazione da parte dei tre dipartimenti interessati di un censimento, l’approvazione di una legge che operi con criteri di certificazione, l’istituzionalizzazione da parte dell’Ente Fiera Lamezia di una tre giorni dedicata alla comunità dei grani. “La peculiarità non risiede solo nella centralità dell’impresa – conclude Campisi – ma anche nella cultura”. Si aggiungerebbe così, nell’immaginario collettivo di una regione che andrebbe a toccare aspetti positivi dell’identità nazionale, un corso di formazione per mugnai specializzati, esperti meccanici per mulini ecc.
Un progetto già studiato e discusso dall’assessore Barbalace di recente, presso la cittadella regionale, che accoglie con entusiasmo nell’ambito di un percorso volto alla rivalutazione storica del paesaggio e della tradizione. “Le richieste sono compatibili – dice – con le idee progettuali ma non possono trovare dei percorsi preferenziali, questi devono essere aderenti ai fondi strutturali. Mi piace l’idea che combina tre mondi – continua poi – lavoro, agricoltura, sviluppo economico, quindi attività produttiva”. Nel progetto ambizioso, bisogna fare i conti con alcuni tecnicismi che non possono sfuggire agli addetti ai lavori. “Bisogna fare i conti con una fase innovativa che coinvolge ambienti produttivi agricoli – commenta la Barbalace – Il grano Senatore Cappelli che propone di censire le aziende che lo coltivano è stato abbandonato negli ultimi anni. Non credo ci siano difficoltà ad assistere alla realizzazione del progetto”.
Dopo un breve excursus storico ed esperienziale nell’area del casertano con i ‘bonus per la salute’, a ricordare infine, i due prodotti da forno di qualità, la pasta di Gragnano e il pane di Altamura, è Giuseppe Critelli. Si tratta di prodotti certificati dall’Unione Europea. Un esempio, quello di Critelli, che porta a pensare a delle fattorie sociali inserite nel tessuto sociale urbano, non rurale, e che nella fattispecie creano l’inclusione lavorativa per disabili. Anche per la Condotta Slow Food attraverso il recupero della varietà di grano si può realizzare una fitta di rete di collaborazioni e interazioni con cadute positive. L’obiettivo è quello di lanciare una campagna informativa poiché non tutti i grani sono uguali. “Accogliamo il progetto e ci mettiamo subito a lavoro” – ha concluso infine Maurizio Vento, presidente dell’Ente Fiera Lamezia.
V.D.
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