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Lamezia Terme – Pubblichiamo la lettera aperta di Costantino Fittante al Ministro Luigi Di Maio dopo le sue ultime dichiarazioni sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari, essendo stato, Fittante, parlamentare dal 1983 al 1987.

“Ho letto – scrive Fittante a Di Maio - le sue affermazioni in merito alla volontà di tagliare i vitalizi agli ex Parlamentari e le riporto: “I vitalizi non sono diritti acquisiti, ma privilegi rubati”. Lei, signor ministro, ha il potere che le deriva dall’esito elettorale  di decidere con strumenti ammnistrativi o legislativi di abolire o tagliare i vitalizi. Assolutamente non ha il diritto di chiamarmi ladro, implicitamente definendo “complici” i circa 30 mila elettori calabresi che nel 1983 mi hanno votato esprimendo la preferenza personale.  Difendo orgogliosamente non il vitalizio in quanto tale, ma la mia storia, i miei sacrifici, il mio impegno, la mia dedizione alla politica e alle Istituzioni delle quali mi onoro di aver fatto parte. Funzioni pubbliche che adempiuto “ con disciplina ed onore”.

A giudicare se i vitalizi sono un diritto acquisito o meno – precisa ancora - lo stabiliranno gli organi giurisdizionali preposti. Non io e nemmeno lei.

Non mi appartiene il metodo della ritorsione per rispondere a critiche o valutazioni politiche. La sua dichiarazione non è una critica ma una offesa alla nostra ed alla mia dignità di uomo pubblico. Ed è troppo, un linguaggio insopportabile e certamente non da uomo di governo che mi induce alle seguenti considerazioni che riguardano lei e gli eletti come lei. E’ difficile ignorare che lei è entrato nel 2013 in Parlamento sulla base di una legge dichiarata incostituzionale e anche il 4 marzo scorso con un’altra legge simile sottoposta all’esame della Corte Costituzionale.  Stia calmo. Controlli le sue violenti dichiarazioni. Se il giudizio della Corte sulla legge elettorale con la quale è stato eletto conferma gli elementi di incostituzionalità denunciati, potrà essere facilmente additato due volte un “abusivo” del Parlamento e del potere.

La informo – conclude - che io e tanti altri colleghi  valuteremo se e quando agire per difendere prima ancora che i vitalizi, la nostra dignità di ex Parlamentari.  Nelle sedi opportune potrà dimostrare, se  ha sufficienti elementi probatori, per dimostrare ché i nostri vitalizi sono “privilegi rubati”.    

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