
Lamezia Terme – “É stato fatto uno step importante affinché il Comune possa continuare ad agire”. Commenta così la firma della Convenzione con la Regione per avviare l’iter di bonifica dell’ex discarica in località Bagni, Rosario Fusaro, componente della terna commissariale. Convenzione che dura tre anni, quindi dalla stipula, con un finanziamento previsto che supera i nove milioni di euro, dovranno essere attivate tutte le procedure per l’avvio dei lavori la cui esecuzione si vedrà in una seconda fase, quando sarà già avviato il bando, non in tempi brevissimi, comunque.
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E la bonifica della discarica è stata al centro di un incontro organizzato dal Meetup 5 Stelle Lamezia – Amici di Beppe Grillo e dal Comitato per il Bene Comune di Sant’Eufemia nella sede di Unioncamere. Il focus, preceduto dalla visione del documentario, “Il veleno della mafia e la legge europea del silenzio”, prodotto da ARTE France e ARD /Radio Bremen, e girato quasi totalmente in Calabria, è stato incentrato sia sulla situazione dell’ex discarica lametina, anche alla luce degli ultimi sviluppi, ma in generale su tutta la questione dell’inquinamento ambientale, tema da sempre a cuore dei pentastellati che più volte vi hanno posto l’attenzione, che sulle cosiddette “navi a perdere” e il loro potenziale agente inquinante, sulle quali anche il deputato Cinque Stelle Giuseppe D’Ippolito ha annunciato di aver presentato un progetto di legge per chiedere l’istituzione di una nuova commissione di inchiesta sull’argomento.
Proprio la discarica Bagni e il suo potenziale inquinante è stata oggetto di esposti e denunce da parte dei Cinque Stelle ma anche di cittadini: della questione si è occupata la Procura lametina che non avrebbe ravvisato una pericolosità in tal senso, e ha chiesto l’archiviazione. Per il deputato D’Ippolito, comunque, a prescindere degli sviluppi in sede penale, si tratta, e l’incontro di oggi ne è voluta essere una dimostrazione, una questione di sollecitazione dell’opinione pubblica su questo tipo di argomenti e far capire “che il problema in primis è del cittadino”, spiega il parlamentare lametino. Sollecitazioni fatte sulla bonifica dell’ex discarica, ha sottolineato poi D’Ippolito, che sono state fatte anche alle autorità amministrative “che questa Commissione – sottolinea il deputato – ha recepito, ed ora è stata attivata la procedura”.

“Sull’argomento – aggiunge ancora – siamo stati sempre tacciati come allarmisti ma abbiamo utilizzato dati ufficiali Arpacal, che spiegavano come, a distanza di dieci anni dalla chiusura, la discarica è ancora potenzialmente inquinante”. “Abbiamo visionato anche dati del Centro tumori di Catanzaro, che ha fatto un focus sui residenti della zona, verificando una maggiore incisività di forme di neoplasie, malformazioni neonatali e infezioni alle vie respiratorie. Dati che abbiamo consegnato in Procura e anche ai commissari straordinari che hanno poi proceduto proprio per avviare l’iter di bonifica”.
Sulla situazione attuale della soglia di contaminazione, il commissario prefettizio Rosario Fusaro ha spiegato che “i dati sono accettabili, tranne che per l’arsenico e idrocarburi. Non c’è un forte impatto ambientale, comunque, da quanto riferiscono gli organismi sanitari, distinguendo poi per quanto riguarda l’arsenico, che non riteniamo essere causato dalla presenza dei rifiuti, mentre per quanto riguarda gli idrocarburi dovranno essere oggetto di bonifica, così come quel residuo di biogas, perché ancora non mineralizzati”. “Quindi, – ha concluso – con degli accorgimenti tecnici previsti nel progetto, si elimineranno definitivamente gli elementi di disturbo”.
“Al di là della questione archiviazione del procedimento- ha commentato il procuratore Salvatore Curcio – la discarica di Bagni è stata sicuramente un sito pericoloso e si tratta di un’area che va bonificata, e finalmente si provvederà a farlo. Il recupero e la bonifica di queste aree costituisce un presupposto imprescindibile anche della normativa penale che regola e tutela l’ambiente”. Comunque il Procuratore, che ha sottolineato la massima attenzione da parte della Procura lametina a questi temi, ha rimarcato come “le aggressioni alla matrice del suolo e dell’area sono all’ordine del giorno”, citando anche l’ultima operazione che ha riguardato Scordovillo, altra nota dolente dal punto di vista del pericolo inquinamento ambientale. “È alto il livello di guardia” ha sottolineato Curcio, ricordando anche l’operazione Killer Smoke di tre anni fa, quando fu contestato, tra l’altro, anche il nuovo reato di disastro ambientale.
Al dibattito, moderato da Ferdinando Gaetano, hanno partecipato, tra gli altri, padre Giuseppe Martinelli, e l’ingegnere Luca Truzzolillo del Meetup 5 Stelle Lamezia.
Claudia Strangis

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