
Lamezia Terme – È stato il gioco d’azzardo, piaga sociale in forte aumento in Italia, l’argomento su cui hanno dedicato la loro attenzione gli studenti della 4^ DL del liceo T. Campanella, i quali nel corso di un incontro all’interno dell’auditorium dell’Istituto hanno inaugurato la mostra “Game Over – non giocarti la vita, amala”. Inserita nella settimana della sensibilizzazione e promossa dalla Fondazione Exodus di Don Mazzi, Casa del giovane, Movimento no slot, Magazine Vita, Unilab e Anci, la mostra curata da 36 vignettisti famosi conta 70 scatti, pungenti e sarcastici. L’ iniziativa, promossa dalla sezione locale del Movimento “Vivere in” in collaborazione con il Ser.T di Lamezia Terme, rappresenta l'esito conclusivo di un percorso di formazione guidato dalle docenti Licia Di Salvo e Olinda Suriano. Visitabile fino al 22 maggio.
Il gioco d’azzardo, da cui emerge il più delle volte una dipendenza patologica, oltre a costituire un serio danno per la salute del singolo risulta un problema legato anche alla criminalità organizzata, e in particolare all’usura. Sul territorio lametino, da anni impegnata a sensibilizzare in merito, con una serie di convegni e di dedicata formazione, è la Comunità Progetto Sud. Discuterne a scuola, creando rete fra docenti, studenti, e associazioni, può essere il salto di qualità per prevenire, specie nei giovani, l’isolamento che di ne deriva, insieme ad altre conseguenze scatenanti nell’umore.

“Se si sta uniti – ha spiegato il dirigente Giovanni Martello, in relazione alla forte valenza pedagogica – forse non si vince ma di sicuro si combatte meglio. A volte lo Stato è amorale, veniamo lasciati soli, per cui se non proviamo a ragionare su alcune cose a scuola poi sarà troppo tardi”. I vignettisti, con le loro storie a colori, possono in tal senso incidere sulle coscienze dei più giovani, facendoli appassionare, laddove come ha aggiunto il dirigente “Le immagini possono andare assai oltre le parole”. Nella visione del liceo T. Campanella, dunque, la scuola e la vita stanno assieme. “A scuola bisogna imparare la vita – ha concluso Martello, con un particolare invito ai giovani – perché cercheremo sempre la vita, altrove, ma non la troveremo mai, un po’ come accade ad un ateo in cerca di Dio”.
Al tavolo erano presenti, inoltre, alcuni addetti ai lavori fra cui la dottoressa Natrella del Ser.T Servizio dipendenze dell’azienda sanitaria di Catanzaro, servizio che dagli anni ’90 si occupa di dipendenze da droghe, la quale ha spiegato l’evoluzione del mondo delle dipendenze patologiche e gli effetti che ne conseguono in futuro. “La persona che arriva da noi è in genere in uno stato avanzato del problema, irrisolvibile” – ha commentato la dottoressa Natrella. Definito come una vera e propria dipendenza dal Ministero della Salute, il gioco d’azzardo schiavitù da gioco crea a lungo andare sofferenza e allontana dagli affetti familiari, in casi più gravi conduce alla disgregazione della famiglia, perché alla ricerca continua di soldi da giocare. Che sia uno slot machine, che sia una scommessa di calcio, quello che è certo è che non si tratta più di divertimento. “C’è dietro una forte emotività – ha aggiunto Natrella – ed è molto importante l’identificazione che i ragazzi danno a quei modelli che la società ci propina”. Ne derivano comportamenti quali superare l’altro, avere sempre più denaro, mostrare la propria bellezza come ostentazione.
Valeria D’Agostino

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