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Lamezia Terme - Un libro di ampio respiro, e che riporta in forma ampliata e alla luce degli eventi futuri un’inchiesta giornalistica del passato, quello presentato dal giudice Romano De Grazia presso il Circolo di Riunione a Lamezia. “Lamezia Terme, per riprendere il cammino … una storia iniziata a scrivere nel 1964” racconta prima di tutto la storia dell’unificazione dei tre comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia su cui appunto era incentrata l’inchiesta scritta nel ’64 da De Grazia: una storia non così semplice come di solito la si racconta ma densa di interessanti dati e scorci da un passato ancora non troppo lontano. Introdotto dal presidente del Circolo Antonio Scopelliti, ne ha tracciato le linee essenziali il past president Felice Iannazzo, ripercorrendo i momenti fondamentali che hanno portato all’unificazione.

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Un’unificazione che sarebbe già stata proposta nel marzo 1927 dal senatore Salvatore Renda - quando ancora Sant’Eufemia, creata sotto il regime fascista nel ’35, non esisteva. Allora la cosa non andò a buon fine a causa della volontà di Sambiase di conservare la propria autonomia. L’idea venne ripresa poi, già negli anni ’40, da un Arturo Perugini non ancora senatore, e abbandonata per la seconda volta a causa della guerra incipiente, per poi ritornare in auge verso il ’51  grazie all’appoggio di un giornale locale, “Risorgimento Nicastrese”, all’attività del vescovo Monsignor Moietta, ai centri circondariali di studi “Il Fuoco” e “Giuseppe Toniolo”.

Intanto finita la guerra Arturo Perugini diventa Commissario prefettizio di Nicastro, poi sindaco fino al ’62, e senatore nel ’63. Il 30 ottobre di quell’anno presenta al Senato il disegno di legge 262 per l’unificazione dei tre comuni, unitamente all’onorevole Foderaro che presenta analogo disegno alla Camera.

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Il 13 novembre del ’63 Perugini invita il popolo e i consiglieri dei tre comuni nella sala della Società Operaia per illustrare il disegno e la maggioranza si dichiara d’accordo. Il disegno viene però considerato di pertinenza regionale e, dopo parere negativo del senatore Gigliotti, non ancora approvato. La cosa avverrà solo a ridosso delle elezioni politiche del 1968, anche grazie al vescovo Luisi e forse all’interessamento dello stesso Aldo Moro, allora Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ma è proprio nel ’64 che Romano De Grazia – allora anche giornalista, cosa non a tutti nota – redasse e pubblicò l’inchiesta contenuta nel libro, nella quale intervistava la gente comune per chiedere quale fosse il parere di ognuno sulla “vexata quaestio” dell’unificazione. Nonostante il parere positivo allora raccolto, De Grazia dichiara oggi che “l’unificazione ha deluso le aspettative di Arturo Perugini.

Con lui ero allora in polemica ma quando ho visto questa grande idea sono stato al suo fianco e l’ho portata avanti.” Un forte richiamo, toccando il tema dello scioglimento, va al disegno di legge Lazzati, da lui promosso e non ancora approvato, sull’incandidabilità di chi è reo o si appoggia alla mafia. E De Grazia conclude: “Dobbiamo ridare senso all’unificazione dei tre comuni, riprendere a credere nel valore della legalità.”

Giulia De Sensi

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