
Lamezia Terme – “Qui manca ancora quello scatto nei cittadini. La Regione sta lavorando sodo. Ma non è facile parlare di rifiuti, soprattutto della realizzazione di nuovi impianti. C’è la sindrome del ‘not in my backyard, cioè non nel mio cortile”. È questo il cuore del problema secondo l’ingegnere Antonio Augruso, dirigente del settore Rifiuti del dipartimento Ambiente e territorio della Regione Calabria. Certo, sedici anni di commissariamento del settore pesano, ma si sta facendo di tutto per rimettere in carreggiata la nostra terra, per agganciare magari così realtà virtuose in materia di rifiuti, come, per esempio, l’Emilia Romagna che, come è emerso dall’incontro “La gestione dei rifiuti urbani in Calabria e in Emilia Romagna: due regioni a confronto” (organizzato dal Rotary Club lametino al Chiostro Caffè Letterario) è proprio un altro pianeta. E nell’evento moderato dall’avvocato Domenico Galati, presidente Rotary Club Lamezia, a illustrare i risultati dell’Emilia Romagna è un lametino: l’ingegnere Fabio Rizzuto, responsabile dell’ufficio Rifiuti della sezione provinciale di Rimini dell’Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia.
Video
Il quadro calabrese è molto complesso. E Augruso, nel suo dettagliato intervento, parte da lontano, ripercorrendone le tappe: “1997-2013, commissariamento del settore dei rifiuti urbani, per un’acclarata situazione di crisi socio-economico-ambientale e carenza di adeguata dotazione infrastrutturale. Nel 2013, subentro della Regione nelle more del completamento della governance, quindi la Regione si occupa del governo della gestione degli impianti di trattamento e smaltimento, mentre gli enti locali si occupano della raccolta. Nel 2019, attuazione della nuova governance: le Comunità d'ambito. Lo stato dell'arte al subentro della Regione: raccolta differenziata al 12 per cento contro il 65 per cento previsto dalla norma a tutto il 2012, conferimento del 40 per cento del tal quale direttamente in discarica, contravvenendo alle disposizioni comunitarie recepite dal decreto legislativo 36/2003, dotazione impiantistica insufficiente in rapporto alla produzione, impianti gestiti in virtù di ordinanze commissariali, Piano regionale di gestione dei rifiuti risalente al 2007, superato all'epoca dalla necessità di adeguarsi alla direttiva comunitaria 2008/98/Ce, e mancata attuazione del comma 1 bis dell'articolo 3 bis del decreto legge 138/2011 (legge 148/2011)”.
Ancora Augruso: “La strategia della Regione prevede azioni di breve periodo, volte ad assicurare continuità nel trattamento dei rifiuti e per riattivare linee impiantistiche pubbliche male utilizzate (Lamezia e Siderno); e azioni di medio periodo: aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, programmazione progettazione e realizzazione del completamento impiantistico per l'immediato rilancio della raccolta differenziata, azioni volte alla prevenzione della produzione dei rifiuti e riordino della governance. Nel 2016, quindi, il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato dal consiglio regionale dopo un articolato percorso di condivisione con tutti i portatori di interessi. Obiettivi essenziali del Piano: definizione delle azioni volte alla prevenzione della produzione dei rifiuti, impulso ad una effettiva crescita della raccolta differenziata, riduzione del conferimento dei rifiuti urbani biodegradabili in discarica, rispetto degli obiettivi di recupero/riciclo fissati dalla direttiva rifiuti al 50 per cento entro il 2020, salvaguardia, valorizzazione ed adeguamento normativo del patrimonio impiantistico attuale nell'ottica della valorizzazione degli investimenti già effettuati, potenziamento e completamento del sistema impiantistico regionale basato sulla logica del massimo recupero/riciclo di materia prima secondaria. Quindi, i nuovi obiettivi in materia di gestione dei rifiuti in linea con le direttive comunitarie e la normativa nazionale, puntano a realizzare il passaggio da un’economia lineare a un'economia circolare”.
Poi, Augruso accende i riflettori sul rilancio della raccolta differenziata, parlando di fondi: “Bando per comuni superiori ai 5 mila abitanti: 34,3 milioni; mentre quello per i comuni inferiori ai 5 abitanti è di 10,3 milioni. Ancora, 9,6 milioni per il compostaggio di prossimità, e 3,7 milioni per il rifinanziamento dei Centri raccolta. La Regione intende dotarsi di una rete impiantistica pubblica di trattamento che, nel rispetto dei principi di autosufficienza e prossimità, garantisca la valorizzazione delle frazioni raccolte in maniera differenziata e sia in grado quindi di accompagnare l'aumento della percentuale di raccolta differenziata sull'intero territorio regionale, nonché di assicurare il trattamento del rifiuto urbano che da essa residua (Ecodistretto). E per il completamento impiantistico la disponibilità è di 315 milioni. La fase A prevede il riefficientamento degli impianti, con l’affidamento delle nuove gestioni temporanee per gli impianti di Rossano, Crotone, provincia di Reggio Calabria e Catanzaro. In corso di aggiudicazione la gara per la gestione temporanea dell’impianto di Lamezia. Attivate le linee del secco e dell'umido da raccolta differenziata di Siderno, potenziata la linea umido di Lamezia e acquisite tutte le autorizzazioni integrate ambientali”. Augruso espone poi la fase B, il riordino del settore e gli obiettivi futuri: “Stato dell’arte della riqualificazione e delle nuove realizzazioni: aggiudicata le gare per i nuovi Ecodistretti di Catanzaro e di Reggio Calabria; mentre è di imminente pubblicazione la gara per il nuovo Ecodistretto di Rossano, ed è in corso l’attività congiunta con gli Ato di Vibo Valentia e di Cosenza per l'individuazione del sito ove collocare i nuovi impianti. Il riordino del settore prevede 5 Ambiti territoriali omogenei, 14 aree di raccolta ottimali, un ente di governo: Comunità d'ambito e una forma di governo: convenzione ex articolo 30 del Tuel. Obiettivi futuri: prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti, raccolta differenziata al 65 per cento entro il 2020, e completamento dell’ammodernamento del sistema impiantistico e completamento del riordino del sistema”.

In Emilia Romagna, invece, le cose vanno diversamente. Come spiega Rizzuto: “Prendiamo i dati consolidati Ispra sui rifiuti urbani del 2017: in Calabria (popolazione poco al di sotto dei 2 milioni di abitanti), la percentuale di raccolta differenziata è del 39,67; mentre in Emilia Romagna (quasi 4,5 milioni di abitanti) la raccolta differenziata è al 63,83 per cento. Ma dal 2013 al 2017 c’è un incremento della raccolta differenziata pro capite: Calabria + 150 per cento, Emilia Romagna + 24 per cento”. Infine, Rizzuto commenta le cifre ragguardevoli del Comune di Sogliano al Rubicone (Forlì-Cesena), che conta 3.200 abitanti: “Sogliano Ambiente Spa è una società partecipata all’80 per cento dal Comune di Sogliano al Rubicone. E dal rendiconto di gestione 2018 del Comune, si evince che le entrate complessivamente accertate derivanti dall'impianto di discarica ammontano a 12,9 milioni e rappresentano l’83,64 per cento delle entrate correnti complessive”.
Giuseppe Maviglia

© RIPRODUZIONE RISERVATA