
Lamezia Terme - Alle ultime battute il “Progetto di informazione sull´uso/abuso di sostanze stupefacenti psicotrope e alcoliche” che la Comunità terapeutica Fandango della Progetto Sud, insieme alla cooperativa Il Delta, svolgono da quindici anni nelle scuole di Lamezia Terme. È una valida opportunità di dialogo coi giovani sugli usi, gli abusi e le dipendenze che aiuta a leggere uno spaccato del popolo giovanile delle notti lametine. Gli incontri di confronto e le testimonianze con gli alunni delle scuole superiori mettono i partecipanti davanti alle realistiche conseguenze provocate dalle dipendenze e dagli abusi di sostanze alcoliche e stupefacenti. “Anche il percorso di quest’anno, svolto grazie alla disponibilità della Dirigente Simona Blandino e degli insegnanti referenti dell’ITC De Fazio di Lamezia, ci ha permesso di parlare con circa 600 adolescenti, coinvolgendo 20 classi per un totale di 8 giornate. Abbiamo fatto scuola con esempi concreti, grazie alla presenza degli ospiti della comunità Fandango - dice Vincenzo Regio, referente della struttura, e - continua - l’ultimo incontro è previsto per giovedì 23 febbraio. In questi mesi abbiamo ascoltato i racconti degli studenti che ci hanno ‘aperto una finestra’ su alcuni aspetti dei sabato sera in cui si esprimono dinamiche di gruppo e sociali da osservare e forse sulle quali intervenire“. Da quanto emerso, abbiamo sentito la necessità di approfondire l’aspetto del disagio giovanile che passa per l´uso/abuso di sostanze, facendo i conti con le abitudini di giovani che nelle sere del week end divengono vittime dei loro stessi comportamenti.
Il report ci parla di MDMA, Metilenediossimetanfetamina, nota comunemente come ecstasy spacciate a 15 euro a minori, che come finale di una serata che doveva essere di divertimento molto spesso si conclude con il lettino del pronto soccorso di Lamezia Terme, dove a intervenire viene chiamata l´unità di pediatria. Sono dati messi a confronto con gli operatori del nosocomio cittadino che gestisce, con ingressi di emergenza, l’arrivo di giovani e giovanissimi “tra i 12 e i 15 anni (di cui le piú giovani sono le ragazzine) accompagnati in ospedale dalle forze dell´ordine o da un passante di turno, ma quasi mai dai loro compagni, i quali, invece, abbandonano ai margini delle strade l´amico o l´amica” – dice la dottoressa Caloiero, primaria del reparto di pediatria dell´ospedale di Lamezia Terme. “Gli interventi medici non hanno un protocollo vero e proprio perché siamo di fronte all´abuso di sostanze a contenuto variabile, mescolato ad alcolici e superalcolici. Molti di loro sono alla prima esperienza e nessuno è disposto a ‘tradire’ chi gli ha venduto la sostanza o da quale locale sono venuti via”. Da qui l’appello della dottoressa Caloiero: “È diventato quasi ormai imprescindibile avere in reparto una figura che si possa occupare nell’immediatezza anche della sfera psicologica, e il lavoro che si fa nelle scuole è utile e anche da potenziare per raccordare i servizi all´osservazione di fenomeni sociali che riguardano: famiglia, scuola e territorio”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA