
Lamezia Terme – È stata inaugurata, presso l’oratorio della Cattedrale di Lamezia, la seconda edizione della “Mostra degli antichi attrezzi” ideata e promossa dall’associazione culturale “Anni d’argento” di cui è presidente Pasquale Aiello.
Un'occasione per rivivere un passato che sembra lontano, ma che riecheggia forte nei ricordi e negli attrezzi ed utensili degli antichi mestieri, strumenti musicali e vecchie foto d’epoca e tanti altri cimeli espressione di un tempo passato ma sempre ricco di storia; oggetti che hanno rappresentato interi comparti produttivi come l’artigianato, vera colonna portante delle piccole e fiorenti economie locali. Luisa De Fazio e Ciccio Simonetti, a nome del gruppo dell'associazione Anni d’argento che si sono occupati dell'allestimento della mostra, sottolineano "è il secondo anno che organizziamo questa mostra, grazie al grande entusiasmo della prima edizione" e aggiungono "cerchiamo di far rivivere, attraverso questa mostra, i vecchi mestieri per far capire soprattutto alle nuove generazioni che la tecnologia è importante per lo sviluppo della società, però è importante il ritorno alle origini e alla nostra cultura tradizionale".

La mostra consta di una ricca varietà di oggetti per ogni mestiere, accuratamente conservati e catalogati per diverso settore: la ricamatrice, i casalinghi, gli oggetti di viaggio, lo stampatore, il contadino, il barbiere, il falegname, il fornaio, il calzolaio, il fabbro. Niente è stato lasciato al caso e questo ha creato un vero e proprio spaccato tra tradizione e cultura popolare, hanno assicurato la loro fattiva collaborazione tanti lametini che hanno messo a disposizione attrezzi e strumenti dei mestieri del passato.

Al taglio del nastro per l'inaugurazione don Carlo Cittadino, parroco della Cattedrale afferma "il ritorno al passato è importante, e sono convinto che il passato è costruzione del presente e ci da la gioia e la serietà di comprendere come tanta gente prima di noi ha lavorato e si è impegnato per la costruzione della nostra città".
A.B.




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