Salta al contenuto principale

mostra-di-Umberto-Pellegrino.jpg

Lamezia Terme - È stata inaugurata nella Galleria Arte antica e Design in piazza San Giovanni, la mostra che per un mese permetterà di ammirare le opere di Umberto Pellegrino. Scultore calabrese, definito “l’artista del metasurrealismo immanente” che affascina per le forme delle sue opere provenienti dal mondo dell’onirico e che si esplicano nello spazio in modo elegante e sinuoso. La curatrice della mostra Adele Paola, che ha aperto questo spazio espositivo nel 2005 con il desiderio di avvicinarsi all’arte, propone - dopo l’esperienza con M’horò dello scorso mese - un altro artista meritevole di attenzione e studio. “Inizialmente questo spazio nasce come galleria di antiquariato, mobili di alta epoca e dipinti di antichi maestri, - prosegue - negli anni ci siamo avvicinati al moderno e ad artisti contemporanei perché l’arte contemporanea è un momento gioioso, mi piace avvicinarmi a questi artisti e conoscere tecniche che non conoscevo, le sculture e i vari materiali utilizzati”.

VIDEO

Presente in galleria l’artista in persona, Umberto Pellegrino, che senza nessun tipo di protagonismo si aggira come un normale osservatore tra le sue opere, e rimane piacevolmente coinvolto nei discorsi di chi è arrivato per ammirare le sue creazioni, e alla domanda da dove nasca l’esigenza di plasmare la materia trasformandola in figure così sinuose e tese verso lo spazio, l’artista risponde così: “Nasce da una lunga ricerca, e gli schizzi preparatori dopo tanti anni di pittura hanno ritrovato la forma nella scultura, che rappresentano anche le forme che sono nelle tele e ho voluto provare ad allungare questi corpi che, a dire di critici e collezionisti, sono sulla linea della metafisica e del surreale - e conclude - le mie opere mi rappresentano in maniera netta e la mia firma sono loro”. Uno sguardo verso le proprie opere, di stupore e meraviglia, come se le stesse osservando per la prima volta, e si emozionasse ancora.  La sua prima esposizione risale al 1983 a Mantova con una serie di grafiche ad inchiostro, e dal quel momento non si è mai più fermato.

mostra-di-Umberto-Pellegrino1.jpg

A relazionare sull’opera di Pellegrino, il critico d’arte e membro dell’Unione Europea esperti d’arte il dottor Giuseppe Giglio che nel raccontare le opere dell’artista calabrese precisa: “Queste forme così allungate, le definirei oniriche, da noi definite immanenti, cioè che hanno un qualcosa che li lega alla realtà, queste figure che occupano lo spazio lanciandosi e allungandosi, sono dettati - precisa - da una sensibilità estrema tipica di un artista quale Umberto Pellegrino - che Giglio definisce - delicato che sa fermarsi al momento giusto nella creazione dell’opera”.

Insieme a Giglio anche l’artista e critico d’arte Jeanfrancois Pugliese che fa un’analisi attenta e filosofica dell’opera di Pellegrino: “Lo scultore, Umberto Pellegrino incarna nella sua statuaria gli extralanci vitali della materia deformante l’obiectum, sottoposto quest'ultimo alla soggettivazione da parte dell’artista medesimo che, dalla grande lezione metafisica e surrealista, trae e conforma, negli spazi della sudditanza umana, il suo travaille attraverso i materiali legnosi o misti e le tecniche fortemente artigianali. Le ombre portanti scorrono dinamiche sulle superfici curve e lisce, senza conoscere interruzioni drastiche e drammatiche, mentre la proiezione delle ombre delle membra antropomorfizzate, risultanti dalla compressione e dalla dilatazione di alcune parti organiche della sua statuaria all'interno degli spazi della giacenza ospitante, l'Ouvre Artistique, sono prettamente allungate, intersecanti e facilmente associabili a Giorgio De Chirico. Per la fase onirica, la rècherche artistica di Umberto Pellegrino è necessariamente innestata all'interno dei parametri e dei capisaldi delle scuole di pensiero dei pittori surrealisti, capitanati da Andre' Breton delle prime Avanguardie artistiche del Novecento, e soprattutto degli studi della Psicanalisi di Sigmund Freud, il quale ha contribuito, con le sue  originali e innovative teorie  sull'inconscio, a dar vita a delle idee particolari sulla specie umana, che la maggior parte degli artisti de fin siècle mise al servizio di se stessa e del suo modo di interpretare la realtà". 

mostra-di-Umberto-Pellegrino6.jpg

Volgendo lo sguardo alle figure rappresentate nelle sculture di Pellegrino continua: "La scultura risulta deprivata degli organi di senso costituenti i tratti somatici di tutti gli individui, che egli stesso decide di estraniare perché questi non sono indispensabili per evocare la forma umana, la quale tenta di sprigionare se stessa attraverso l'immanentizzazione  cromoformale  della Grande Ombra della scultura africana, importata e conosciuta in Europa grazie alle conquiste coloniali, tanto cara allo scultore svizzero, Alberto Giacometti, e commentata successivamente dal poeta e scrittore, Gabriele  D' Annunzio. La dinamicità della scultura di Umberto Pellegrino trae anche il suo supremo esito dagli artisti futuristi, guidati da Filippo Tommaso Marinetti, i quali sottoposero tutta la realtà apatica, turpe e statica all'esercizio dell'ultravelocità e del fervore positivistico, per costituire delle solide basi stilistiche, generate dal Cubismo di Braque e Picasso, e poi sviluppate e migliorate da Boccioni, Balla, Carrà, Severini, Pettoruti, Conti e altri ancora". Un’artista, quindi, Pellegrino che ci porta nella dimensione del sogno ma che ci fa apprezzare la realtà delle forme così eleganti e sinuose che si esplicano davanti gli occhi dell’osservatore. 

Antonia Butera

mostra-di-Umberto-Pellegrino7.jpg

mostra-di-Umberto-Pellegrino3.jpg

mostra-di-Umberto-Pellegrino5.jpg

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.