
Lamezia Terme - A distanza di un anno dalla pubblicazione "Il caso Aversa fra rivelazioni e misteri" il libro inchiesta di Antonio Cannone viene ripresentato in città, questa volta al Tip Teatro in presenza del Commissario Prefettizio Alecci. A dialogare con l'autore il giornalista Gianfranco Manfredi, che nel libro di Cannone ha pure fornito un suo contributo insieme ad Orlando Veneto.
"Importante incidere sulle coscienze dei più giovani - ha affermato il Commissario Alecci - Cannone ci regala un libro di giornalismo di indagine, non un libro romanzato, in cui si riflettono fatti storici che oltre a guardare al presente guardano al futuro". Il Commissario che, come ricorda in ogni occasione, non vuole giudicare né fare prediche in quanto ad etica e morale tiene sempre al rispetto della legge e promette di impegnarsi affinché alla fine dei mesi che lo vedono impegnato sul territorio i cittadini possano esserne entusiasti.
"Questa mattina mi sono recato in Regione per presentare il PSC, piano strutturale comunale - ha spiegato agli uditori - state tranquilli, il piano sarà approvato".

Il libro, Falco editore, porta a casa già numerosi premi, Finalista da ultimo al premio nazionale Fortuna a Bari. Racconta della tragedia in cui, il 4 gennaio del '92 per mano della 'Ndrangheta, finirono per perdere la vita il Sovrintendente Salvatore Aversa e la moglie Lucia Precenzano. Ci sono dentro errori investigativi, le prime false dichiarazioni della testimone di giustizia Rosetta Cervinara, le confessioni dei due pentiti Chirico e Speciale della Sacra Corona Unita che si auto accusarono del duplice omicidio. "Un lavoro serio che Antonio Cannone ha portato avanti, dietro un profondo studio delle carte e dei fascicoli giudiziari con profonda umiltà e professionalità, con il chiaro obiettivo di rendere memoria collettiva" - ha aggiunto Gianfranco Manfredi, che ha inoltre ribadito della serietà del poliziotto Aversa, e anche il suo interesse a sconfiggere la mafia. "Il senso era quello di fornire una testimonianza cruda - ha detto l'autore - dal caso Aversa emerge chiaramente una mancata responsabilità morale della politica".
Nel merito, Cannone ha riaperto un caso antico, che richiamò l'attenzione dei migliori investigatori dello Stato, la presenza di Cossiga ai funerali. Ha dato voce all'avvocato Veneto, riprendendo numerosi interrogatori, difensore di uno dei primi condannati. Un dossier che parte proprio dalla denuncia con l'auspicio di un riscatto, che può avvenire solo mediante l'attenzione delle nuove generazioni. L'introduzione apre infatti col ricordo del 1992, anno delle stragi siciliane, anno in cui la mafia colpiva due innocenti anche a Lamezia Terme, i due netturbini Tramonte e Cristiano, di cui Aversa aveva scoperto qualcosa poco prima di essere ammazzato.
Lunedì 4 giugno dalle 9 alle 11 Antonio Cannone insieme al pm Marisa Manzini e a Walter Aversa saranno al liceo scientifico Galileo Galilei per presentare un corto ad opera degli studenti "Salvatore Aversa, un angelo caduto in volo".
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