
Lamezia Terme – “Il mio territorio non ha bisogno di capri espiatori, ha bisogno di verità, e voglio cogliere questa occasione datami oggi proprio per ribadirlo”. Il sindaco di Civita Alessandro Tocci non nasconde il suo rammarico per come la tragedia avvenuta alle Gole del Raganello, abbia inevitabilmente scaricato su di lui gran parte delle responsabilità. L’incontro voluto oggi a Lamezia dai presidenti di Anci e Upi va, del resto, proprio in questa direzione: chiedere maggiori risorse per i Comuni, maggiori chiarezze su un sistema di allerta meteo che si è rivelato per molti lacunoso e soprattutto lanciare proposte per evitare che tragedie come quella accaduta lo scorso 20 agosto possano nuovamente ripetersi. In un giorno importante per l’inchiesta, in cui sul luogo dove sono morte 10 persone gli inquirenti stanno eseguendo nuovi sopralluoghi, al tavolo organizzato insieme a tutti i sindaci della Calabria, Tocci ribadisce: “Probabilmente ci sono piccole o grosse falle all’interno del sistema di protezione civile, dove diviene necessario capire cosa è successo, senza decapitare nessuno. Quel giorno – aggiunge ancora – nel mio paese non pioveva e nel pomeriggio era solo tendente al nuvoloso. Sicuramente sarò anche io iscritto nel registro degli indagati ed è giusto che le autorità competenti lavorino per ristabilire la verità. Non è però un atto di difesa, ma solo, con l’incontro di oggi, mettere in chiaro cosa significa, per un sindaco, avere dal 1 agosto al 26 agosto ben venti allerte gialle”. Ed è proprio questo, che anche Gianluca Callipo, presidente dell’Anci Calabria, ribadisce ai sindaci presenti all’incontro: “Troppo spesso si fa il tiro al piccione con i primi cittadini ed è facile scaricare su di loro tutte le responsabilità. Responsabilità che intendiamo prenderci in tutto e per tutto, ma pretendiamo strumenti e mezzi sufficienti per esercitarle a pieno. Sono giusti i principi e le leggi, ma poi devono essere ben applicati a livello locale".
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Callipo evidenzia la difficoltà per i sindaci nell’inculcare ai cittadini tutte le disposizioni sulle allerte gialle se queste vengono previste anche ogni giorno. “E’ chiaro – precisa – che la cittadinanza non ci seguirebbe più, saremmo poco credibili e l’allerta diventerebbe vana. Attualmente poi, l’allerta gialla e quella arancione prevedono lo stesso tipo di iniziative da prendere e riteniamo che questo sia poco corretto”. Franco Iacucci dell’Upi Calabria, portando i saluti del presidente Enzo Bruno, estende le criticità anche alla viabilità e all’edilizia scolastica. “Oggi siamo qui per capire in toto il vissuto dei sindaci, specialmente quelli dei piccoli comuni. Sono convinto che ne usciremo solo se riusciremo a ristabilite una solidarietà istituzionale insieme anche alle Province, alla Regione e a tutti gli altri corpi dello stato. Oltre a denunciare queste criticità, la mattina deve servire per delle proposte che consentano di trovare delle soluzioni”. Dal tavolo odierno, al quale oltre al sindaco di Civita e agli altri dell’area del Raganello, hanno anche preso parte i primi cittadini di molti altri comuni della Calabria, sono uscite proposte per richiedere a livello nazionale la modifica delle normative in atto. “Siamo in contatto con l’Anci nazionale – ha concluso Callipo – e Borrelli ha anticipato che da settembre si istituirà un tavolo dove molte questioni verranno sottoposte al governo regionale. Oliverio ha dato la sua piena disponibilità nell'ascoltare le proposte che emergeranno, al quale chiediamo soprattutto sostegno in termini di mezzi e strumenti per far sì che il territorio sia davvero sicuro”.
Alessandra Renda


Il sindaco di Civita Alessandro Tocci
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