
Lamezia Terme - É stato il testamento biologico l'argomento dell'incontro organizzato dal Rotary Club Lamezia Terme. Argomento complesso, sviscerato da più angolazioni, dal dottor Luigi Maffia che proprio da poco andrà alla Procura generale della Corte d' Appello di Catanzaro e lascerà la Procura lametina. A fare i saluti la professoressa Carmela Dromí, seguita dal presidente Rotary Club Lamezia Vincenzo Scarcella. Ad introdurre l’argomento, l'avvocato Caterina Restuccia. Presente, inoltre, il Commissario Straordinario di Lamezia Terme, Francesco Alecci.
Un argomento tanto particolare quanto importante, che mette sulla bilancia due concetti in stretta connessione fra loro: vita e morte. Non esaustivo, dunque, parlarne solo dal punto di vista legislativo, facendo dei semplici rimandi a delle leggi, all' interesse controverso dell'opinione pubblica, o degli avvocati civilisti. L' argomento è letterario, antico, ancora a lungo attuale.
"Partiamo dai dati - afferma l'avvocato Restuccia, Past Presidente Rotary Club - disposizioni anticipate di testamento, quindi dalla legge 219 del 2017 che regola la sospensione passiva delle cure".

È il consenso informato, cioè il diritto per il malato a conoscere i trattamenti sanitari a cui viene sottoposto. Il malato può accettare o rifiutare. Le cose possono complicarsi laddove manca la capacità di intendere o di volere.
"C'è proporzionalità fra la cura e le condizioni di esistenza in vita"? - si domanda Restuccia. Il tema dei diritti della personalità è da interpretare ante e post carta costituzionale. Ben rappresentato già a partire dal codice del 1942, con il divieto di atti di disposizioni del proprio corpo, poi unito all' articolo 32 della costituzione, con il diritto alla salute" - spiega Maffia. In seguito si è giunti a parlare di diritto alla dignità dell'essere umano, quale diritto inviolabile. Si tratta di uno degli aspetti centrali che hanno condotto a una integrazione legislativa e poi all' approvazione dei dati.

"Due le domande a cui si deve necessariamente trovare risposta - incalza Maffia - com' è cambiata la società rispetto alla malattia? E dove e con chi si lascia la vita?”. Mentre in passato la morte avveniva prevalentemente all'interno della famiglia, vivendo insieme il distacco fra vita e morte, in tempi più recenti invece con l'ospedalizzazione si è registrato un allontanamento fra il malato e la famiglia.
"La medicalizzazione ha posto fine alla morte naturale - spiega ancora Maffia - la morte tecnica ha vinto e distrutto tutte le altri morti. Tolstoj scriveva in un suo romanzo il maggior tormento di Ivan era la menzogna che lo voleva ammalato e moribondo".
Valeria D'Agostino
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