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Lamezia Terme - Un’occasione per riflettere su problematiche tipiche del mondo giovanile come bullismo e cyberbullismo, l’incontro promosso dall’associazione A.S.D. Lucky Friends presso l’ITE  “V. De Fazio”. L’evento, moderato dalla professoressa Ruberto e introdotto dal presidente dell’associazione Rosario Cortese, ha visto l’intervento di una figura altamente qualificata, quella del Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Cosimo Rizzello, che ha interagito con i ragazzi spiegando le dinamiche e le conseguenze civili e penali degli atti vessatori, delineando le differenze sostanziali fra bullismo e cyberbullismo. “Nel caso di semplici atti di bullismo la risonanza dell’evento coinvolge le 15/20 persone del gruppo classe, – sottolinea il Maggiore – mentre nel caso di cyberbullismo non c’è purtroppo un limite numerico, e questo comporta conseguenze peggiori, anche perché si tratta di conseguenze invisibili: gli autori della vessazione non possono vedere in tempo reale attraverso lo schermo il dolore di chi la subisce e questo annulla il senso di colpa che potrebbe spingerli a fermarsi.”

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Importante anche il ruolo dello spettatore, che può appoggiare il bullo con un semplice sorriso, o via internet, con un click di condivisione, e 1 su 10 delle vittime bullizzate in rete tenta il suicidio. Oggi, a seguito degli innumerevoli casi, esistono fortunatamente contromisure legali a garantire la difesa della vittima, anche nei casi di cyberbullismo, in particolare quelle previste dalla Legge 71 del 2017. “Il singolo che non gradisca la presenza in rete di una foto o di un video che lo riguarda può richiedere che il contenuto venga oscurato o rimosso rivolgendosi al gestore del sito – chiarisce Rizzello - Se ciò non avviene entro le 24 ore ci si rivolge al garante della privacy che ne intimerà la rimozione. È una contromisura che può essere presa dal ragazzo coinvolto anche senza che sia informata la famiglia.” Ciò nonostante è forte l’invito ad aprirsi e ad entrare in relazione, anche eventualmente con le forze dell’ordine, che “in questo campo ormai risolvono qualsiasi problema”. Una rassicurazione non da poco, incentivata dalla testimonianza positiva di una vittima di bullismo, il giovane Gennaro Nicolazzo, oggi in lizza nel casting della trasmissione “X Factor”, che attraverso la musica ha coraggiosamente affrontato il problema, raccontando la sua storia in una canzone dal titolo eloquente “Vado sempre avanti”. C’è chi invece trova felicemente affermazione sociale nello sport, come il secondo giovanissimo ospite dell’evento, Christian Macrì, medaglia di bronzo agli Special Olympics di Abu Dhabi.

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Chiarito il monito e anche le pene, Rizzello ci tiene a sottolineare che i comportamenti vessatori non si esauriscono purtroppo con l’adolescenza, e che esistono reati come il nonnismo, il mobbing, lo stalking che riguardano persone di ogni età. Importante per prevenire la funzione educativa della famiglia e della scuola, ma anche l’intervento utile di un associazionismo che fa dello sport uno strumento per incentivare il rispetto fra le persone e l’inclusione sociale.

Giulia De Sensi 

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